Tutela dell’ambiente e della salute umana, qualità della vita e diritti dei cittadini di Sibari: questi sono i temi trattati in questo blog. Le notizie e tutto il materiale pubblicato possono essere utilizzate da chiunque ne abbia la necessità, ovviamente con l'obbligo di citarne la fonte. Lo spazio è aperto al contributo di tutti i visitatori che hanno qualcosa da raccontare o semplicemente da segnalare (...scrivici...).
Se desideri segnalare notizie, argomenti e/o iniziative, inviare critiche e quanto altro ritieni utile far conoscere a noi e agli amici del blog, contattaci

29 settembre 2008

ARIA PULITA IN CALABRIA! FIRMA L’APPELLO ALLE ISTITUZIONI.

Se siete interessati al problema “rifiuti in Calabria” e pensate che sia arrivato il momento di cominciare a far qualcosa, allora vi segnalo quest'ottima iniziativa promossa da varie associazioni calabresi impegnate sul problema dei rifiuti.
“Aria pulita in Calabria!” è l'appello, aperto alla sottoscrizione di associazioni, comunità di base e singoli cittadini, promosso contro la logica dell'incenerimento e per un uso intelligente delle nostre risorse.
Per il lancio dell’appello alle istituzioni, questa sera alle ore 19:00 nei locali del Cinema Italia a Cosenza farà tappa la Carovana della Pace con Alex Zanotelli.
Chiedere di partecipare forse è improbabile, ma mettere una firma sull'appello non penso sia difficile. Lo si può iniziare a fare da qui www.difendiamolacalabria.org o cliccando sul banner qui in basso.
data="http://www.firmiamo.it/flash/46860black.swf" width="468" height="60"
id="flaMovie">




Sign for Aria pulita in Calabria


27 settembre 2008

L’AUTONOMIA: ÀNCORA DI SALVATAGGIO PER SIBARI E LA SUA COMUNITÀ?

“Non mollare mai… Lottare tutti insieme per il progetto”: questo è il messaggio che Vincenzo Antolino, presidente dell’associazione “Rinascita per Sibari Comune Autonomo”, ha lanciato a tutti i sibariti in occasione dell’incontro pubblico svoltosi il 20 settembre scorso nel rione di via Taranto a Sibari.
Riproponendo il SibarinFestA 2008, manifestazione nata proprio lo scorso anno per volontà di alcuni sibariti tra cui giovani e affermati artisti locali riunitisi nel “Comitato Spontaneo SibarinFestA”, l’associazione ha inteso rilanciare il suo progetto che, dal 2004, mira a ottenere il decentramento amministrativo per Sibari.
Per dare impulso alla battaglia per l’autonomia, Rinascita ha quindi sposato l’idea, sempre attuale, che, proprio un anno fa, aveva portato un alcuni sibariti ad organizzare la prima edizione del SibarinfestA: per Sibari è utile e necessario programmare momenti di aggregazione sociale che si pongano l’obiettivo di coinvolgere tutti i residenti nelle sue contrade, con il fine di creare un senso di appartenenza ad una comunità locale, quella sibarita appunto.
Predisporre attività collettive, contribuisce alla crescita civile della collettività e fa di Sibari un “paese da vivere”
.

Di seguito, il video dell’intervento di Vincenzo Antolino al SibarinFestA 2008 (fonte: http://it.youtube.com/watch?v=SGcXjhcA0tE)

18 settembre 2008

L'ACQUA È ANCORA UN “BENE COMUNE”?

Di seguito proponiamo integralmente il testo della lettera di Alex Zanotelli, sacerdote fortemente impegnato in campo sociale e umanitario, in cui esorta tutti a riprendere la battaglia per l'acqua e per i beni comuni.
La sua lettera, pur essendo stata pubblicata sia sulla stampa regionale sia su vari blogs, sembra però non aver sortito nessun effetto e, per quanto ci risulta, ancora niente sta muovendosi in regione.
In Calabria, la So.Ri.Cal. spa (Società Risorse Idriche Calabresi) ha il mandato di gestire, per un periodo di 30 anni, il complesso infrastrutturale delle "Opere idropotabili Regionali" ed il connesso servizio di fornitura all'ingrosso ai Comuni. Il 46,5% del capitale sociale della So.Ri.Cal. è detenuto da Veolià (General des Eaux), la multinazionale che mercifica l'acqua a livello mondiale.

APPELLO S.O.S ACQUA
Nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra, lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini (Locride) e dell’Arca di Noè (Cosenza), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del Pd, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. Una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!
Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.
Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici, con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’ acqua ……queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male.
Questo è un tradimento da parte di tutti i partiti!
Ancora più grave è il fatto, sottolineato dagli amici R. Lembo e R. Petrella, che il “Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali. I Comuni, in particolare, non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali.“
Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra costituzione!
Concretamente cosa significa tutto questo? Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati.
Acqualatina (Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua, ha il 46,5 % di azioni), che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300%! Oltre quattromila famiglie da quell’anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina, pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina!
Ora nel cuore dell’estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell’acqua. Tutto questo con l’avallo del Comune e della provincia di Latina!
L’obiettivo? Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina
per pagare.
E’ una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa. Non possiamo lasciarli soli!
L’estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania.
L’assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Cardillo, lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L’Arin, la municipalizzata dell’acqua del Comune di Napoli, diventerà una multi servizi che includerà Napoligas e una compagnia per le energie rinnovabili. Per far digerire la
pillola, Cardillo promette una “Robintax” per i poveri (tariffe più basse per le classi deboli). Con la privatizzazione dell’acqua si creano necessariamente cittadini di seria A (i ricchi) e di serie B (i poveri), come sostiene l’economista M. Florio dell’università degli studi di Milano.
Sono brutte notizie queste per tutto il movimento napoletano che nel 2006 aveva costretto 136 comuni di ATO 2 a ritornare sui propri passi e a proclamare l’acqua come bene comune. Invece dell’acqua pubblica, l’assessore Cardillo sta forse preparando un bel bocconcino per A2A (la
multiservizi di Brescia e Milano) o per Veolia, qualora prendessero in mano la gestione dei rifiuti campani?
Sarebbe il grande trionfo a Napoli dei potentati economico-finanziari.
A questo bisogna aggiungere la grave notizia che a Castellamare di Stabia (un Comune di centomila abitanti della provincia di Napoli), 67 mila persone hanno ricevuto, per la prima volta, le bollette dalla Gori, (una SPA di cui il 46% delle azioni è di proprietà dell’Acea di Roma). Questo in barba alle decisioni del Consiglio Comunale e dei cittadini che da anni si battono contro la Gori, che ormai ha messo le mani sui 76 Comuni Vesuviani (da Nola a Sorrento).
“Non pagate le bollette dell’acqua!”, è l’invito del Comitato locale alle famiglie di Castellamare.
Sarà anche qui una lotta lunga e difficile, come quella di Aprilia. Mi sento profondamente ferito e tradito da queste notizie che mi giungono un po’ dappertutto.
Mi chiedo amareggiato: Ma dov’è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell’acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull’acqua?
Ma cosa succede in questo nostro paese? Perché siamo così immobili? Perché ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori?
Perché il Forum dell’acqua non lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di iniziativa popolare sull’acqua?
Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull’acqua?
Dobbiamo darci tutti una mossa per realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l’acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minor costo possibile per l’utente, senza essere S.P.A .
“L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne “illecito” profitto - ha scritto l’arcivescovo emerito di Messina G. Marra. Pertanto si chiede che venga gestita
esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile.”
Quando ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana? Quand’è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o morte per le nostre classi deboli ma soprattutto per gli impoveriti del mondo? (Avremo milioni di morti per sete!)
E’ quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI: “Riguardo al diritto all’acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana. Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di
coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come bene economico”.
Quand’è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in un grande movimento in difesa dell’acqua?
L’acqua è vita. “L’acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore - ha scritto recentemente il vescovo di Caserta, Nogaro – ma perché è sacra ogni persona, ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall’acqua trae esistenza, energia e vita.”
Sull’acqua ci giochiamo tutto!
Partendo dal basso, dalle lotte in difesa dell’acqua a livello locale, dobbiamo ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a proclamare che l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti.
Diamoci da fare perché vinca la vita!

Alex Zanotelli

Cosenza ,15 agosto 2008

17 settembre 2008

LA MAPPA DEL RISCHIO TSUNAMI

Pensando ai maremoti, più comunemente chiamati “tsunami”, in tanti pensiamo che questi fenomeni naturali siano emergenze tipiche dei Paesi che si affacciano sull’oceano Pacifico e Indiano. In molti poi ricordiamo quel tristissimo 26 dicembre 2004 quando un terremoto sottomarino scatenò lo tsunami che in poche ore, senza che scattasse alcuna emergenza, uccise più di 232mila vite umane.
Ma per gli studiosi anche il nostro bel Mediterraneo non sfugge a questi disastri: dai loro studi è emerso che sarebbero almeno 5 o 6 gli episodi di tsunami per ogni secolo. Secondo gli studiosi, basterebbe un terremoto di appena 6 gradi Richter per generare uno tsunami nel Mediterraneo con un’onda d'urto capace di raggiungere zone costiere lontane centinaia di chilometri.
La nuova mappa del “rischio tsunami” preparata dai sismologi italiani individua le coste più a rischio, circa 1200 chilometri di costa italiana, soprattutto sullo Ionio e il Canale di Sicilia.
Due i rischi principali in caso di un eventuale maremoto: il primo riguarda l'onda che potrebbe arrivare a crescere, e di parecchio, prima di giungere sulla terraferma; l’altro è legato alle piccole dimensioni del bacino e alle velocità elevatissime (300 km/h) di propagazione delle onde che potrebbero non consentire di allertare per tempo le popolazioni (… resterebbero solo poche decine di minuti prima che lo tsunami colpisca).

Fonte: Istituto Nazionale di Geofica e Vulcanologia

13 settembre 2008

ARRIVA L'AUTUNNO!

Termina bruscamente l'estate e arriva l'autunno. Quella del 2008 è stata una delle stagioni estive tra le più calde degli ultimi due secoli; anche senza eccessi di caldo, a parte i primi 10 giorni di settembre appena trascorsi, ma comunque con una costanza di temperature mediamente alte.
Nei prossimi giorni, purtroppo, dovremo attenderci un passaggio da condizioni da estate piena, come quelle di questi giorni con massime che superano diffusamente i +30°C, a condizioni da autunno inoltrato con un calo termico pari a 10/15°C in meno in soli due giorni.
Certo non il massimo per la nostra salute!
Per avere un quadro dell’evoluzione generale in Calabria si può cliccare sul link "SITUAZIONE METEO IN CALABRIA" presente a destra nella sezione "siti da visitare".

12 settembre 2008

DIFENDERE L’AMBIENTE NON È PIÙ REATO

La notizia è rilevante e riguarda Greenpeace e sei suoi attivisti che un anno fa tentarono di bloccare la centrale a carbone di Kingsnorth nel Kent, scalando la ciminiera e dipingendo lungo la parete il nome del primo ministro inglese.
Qualche giorno fa i sei accusati sono stati assolti dalla Corte penale del Regno Unito. Gli avvocati di Greenpeace hanno fatto appello di “non colpevolezza” facendo leva sulla difesa di una “motivazione legittima”: gli attivisti hanno bloccato la centrale per difendere l’ambiente, un bene comune, dall’impatto dei cambiamenti climatici. Con l’assoluzione degli attivisti di Greenpeace i piani energetici del Governo inglese hanno subito un duro colpo.
bruciare carbone contribuisce ai cambiamenti climatici: i giurati, che rappresentano la gente comune in Gran Bretagna, dopo aver sentito gli elementi di prova portati in aula da scienziati del clima e consulenti ambientali da tutto il mondo, hanno approvato l’azione diretta per proteggere il clima.
E ora che succederà nei procedimenti penali su diversi attivisti, accusati per azioni di protesta in alcune centrali a carbone in Italia?

11 settembre 2008

SETTE ANNI DALL'11 SETTEMBRE 2001

Oggi in tutto il mondo si commemora il settimo anniversario degli attentati dell'11 settembre del 2001, gli attacchi suicidi da parte dei terroristi di Al-Qa'ida contro gli Stati Uniti d'America.
L'11 settembre 2001 è cambiato il corso della storia del mondo occidentale. Quel triste giorno 19 terroristi dirottarono quattro voli civili e li fecero intenzionalmente schiantare due sul World Trade Center di New York, uno sul Pentagono mentre un quarto, diretto presumibilmente verso il Campidoglio di Washington, si schiantò nella Contea di Somerset in Pennsylvania.
Nell’immediatezza gli attacchi provocarono, oltre ai dirottatori, 2974 vittime più 24 dispersi. Ma nel tragico bilancio degli attentati dell’11 settembre vanno considerate anche le tante persone morte successivamente per malattia all’apparato respiratorio (per la respirazione della polvere risultante dal collasso del World Trade Center) e le migliaia di vittime della Guerra al terrorismo e lanciata dagli USA contro l'Afghanistan controllato dai Talebani e contro l’Iraq dell’oppressore Saddam Hussein accusato di complicità con i terroristi.
Non potremo mai dimenticare...

SULLA QUESTIONE “OSPEDALE DELLA SIBARITIDE”

Il circolo Cassano - Sibari di Rifondazione Comunista interviene sulla questione “Ospedale della Sibaritide” sostenendo che si è forse ancora in tempo per cambiare idea sul luogo in cui ubicare l’importante struttura sanitaria e ripristinare i criteri e le logiche che ne hanno ispirato la sua costruzione.
Per Rifondazione la scelta di contrada Insiti, sita tra Corigliano e Rossano, appare come una soluzione forzata e dettata dal campanile delle due importanti città della Piana, tanto più se si considera il fatto che già esistono in quei due comuni due strutture ospedaliere di una certa entità. Inoltre, pur di pensare e decidere la costruzione dell’ospedale in quell’ambito territoriale e per non scontentare le ambizioni di entrambi i comuni, si è scelta contrada Insiti dove esistono un migliaio di alberi di ulivo secolari, sottoposti a vincolo della Sovrintendenza dei Beni Culturali, dal valore inestimabile. Nessuno si era accorto di niente e cosi l’intervento della Sovrintendenza ha risvegliato tutti dal sonno imponendo una soluzione immediata di individuazione di un nuovo sito non sottoposte a vincolo. Questa operazione costerà alla comunità oltre 6 milioni di euro per pagare l’esproprio dei terreni in questione.
Per Rifondazione la questione va riconsiderata finché si è ancora in tempo e soprattutto riflettendo su alcuni aspetti fondamentali che possono determinare il successo del progetto: promuovere il rispetto della natura e la tutela del nostro patrimonio ambientale naturale e storico architettonico; programmare una spesa delle risorse economiche razionale, funzionale alle reali esigenze del territorio e del cittadino, evitando sprechi enormi di capitali, visto anche il momento di enormi difficoltà della nostra economia; l’ospedale che dovrebbe nascere, ricco di reparti specialistici tesi ad eliminare i viaggi della speranza, dovrà migliorare l’offerta sanitaria dell’utenza dei calabresi e nel nostro caso della Sibaritide; la disponibilità di terreni siti a Sibari su cui poter costruire il futuro ospedale offerti (…forse un po’ in ritardo!...) in forma totalmente gratuita dal Sindaco di Cassano Allo Jonio; Sibari, essendo luogo baricentrico e crocevia di importanti vie di comunicazione stradali e ferroviarie, consentirebbe agli utenti dell’intera Sibaritide e dei comuni del Pollino e dell’Alto Jonio un agevolissimo percorso per raggiungere la struttura sanitaria.
Per tutti questi motivi, il Circolo Cassano – Sibari di Rifondazione Comunista fa appello ai Sindaci dell’Alto Jonio, a tutti i politici e agli amministratori di buon senso e al sindaco di Cassano Allo Jonio in primis, affinché promuovano un’energica iniziativa perché le decisioni prese vengano riviste al fine di realizzare l’ospedale della Sibaritide nel suo sito ideale e al servizio del territorio che è Sibari. Inoltre, rivolgendosi all’On. Giuseppe Aloise, soggetto attuatore della struttura sanitaria e notoriamente esperto in materia economica e finanziaria, chiedono perché investire 6 milioni circa di euro per comprare i terreni in cui dovrebbe sorgere l’ospedale quando questo potrebbe essere costruito su terreni posti in un sito rispondente alle reali esigenze territoriali e umane e per di più offerti a costo zero? È un colossale spreco di denaro pubblico, un’iniziativa imprenditoriale antieconomica. Con quei 6 milioni di euro si potrebbe invece dar vita ai servizi esterni per un’area che destinata accogliere quotidianamente una moltitudine di persone. Ma quei fondi potrebbero servire anche per creare un centro di residenza per i parenti dei malati più gravi a cui certo gioverebbe la presenza dei propri cari in momenti di vita delicati e difficili da affrontare, consentendo a costoro un notevole risparmio economico.
Si è ancora in tempo per evitare errori madornali. I buoni politici e i buoni amministratori si riconoscono quando ammettono i propri errori e agiscono correggendoli nell’interesse della comunità che rappresentano.

(Fonte: Rifondazione Comunista, Circolo Cassano – Sibari - Comunicato Stampa del 9 settembre ‘08)

10 settembre 2008

RIAPRONO LE SCUOLE E L’ANTENNA È ANCORA LI

Manca solo qualche giorno alla riapertura della scuola e, anche per questo nuovo anno scolastico, un grave pericolo minaccia la salute dei giovani studenti sibariti.
La questione, che purtroppo si protrae già da alcuni anni, è molto seria: c’è un’antenna di telefonia mobile installata in netta violazione del “principio di cautela nella tutela della salute della popolazione” su un edificio di via Plutarco, a pochi metri dalle scuole medie e solo un centinaio da quelle elementari, che se dovesse entrare in funzione rischia di produrre gravi danni non solo ai residenti in prossimità dell’antenna ma a tutta la collettività sibarita.
Con una lettera inviata al Sindaco di Cassano Allo Jonio e a tutti i principali esponenti istituzionali locali, i “ragazzi dell’antenna”, i soli a Sibari ad aver preso a cuore la questione, ancora una volta tentano di attirare l’attenzione verso una situazione di pericolo determinatasi soprattutto per l’incapacità e la leggerezza di pochi.
SibariSos sta dalla parte dei “ragazzi dell’antenna” e quindi pubblica il testo integrale della lettera sottoscritta da oltre 60 giovani sibariti (omettendone i loro nomi per motivi di privacy).

SIBARI I RAGAZZI DELL’ANTENNA: ANCHE NOI POSSEDIAMO UNA DIGNITA’

Sindaco, le vacanze stanno per terminare, fra pochi giorni suonerà la campanella per il nuovo anno scolastico, ognuno di noi torna dietro i banchi, per apprendere e capire che cos’è la cultura, capire che cos’è la legalità, se di legalità si parla, ci saranno i discorsi delle varie Istituzioni per gli auguri del nuovo anno scolastico, si ripetono le stesse parole e alla fine dicono che l’avvenire è nei giovani, una parola molto strana che si ripete sempre, ma alla fine i giovani non contano niente, viva la scuola, viva la libertà.
Sindaco, sono cinque anni che rincorriamo il nostro sogno, l’abbattimento dell’antenna di via Plutarco (Sibari), ma forse sarà un sogno proibito, ripetiamo un proverbio già scritto da noi, “U ciuccio se a cuda non a fatta a trianni, non a fa chiu” ed è stato proprio cosi.
Sindaco, non c’è da meravigliarsi, anche per lei sta terminando la luna di miele da primo Cittadino, noi le auguriamo che il suo cammino possa continuare, ma sulla questione ambientale ha fallito, non è solo l’antenna che l’ha fatta fallire, ma bensì sono tanti i casi; le ferriti di zinco, la gente muore e nessuno se ne frega, le coperture di amianto, più volte da noi citate, i fili dell’alta tensione, non siete stato in grado di avviare la raccolta della spazzatura differenziata, la questione Marina di Sibari, il grande villaggio dei miraggi, con la sua grande tabella pubblicitaria; VILLAGGIO TURISTICO SOTTOPOSTO A SEQUESTRO GIUDIZIARIO, gestito da un’associazione, presidente il Dott. Piscitelli, a cui va tutta la nostra stima.
Dott. Piscitelli:”come fai a gestire un villaggio cosi importante che non si sa di chi è?” beato te! Sappiamo che vuoi portare un cambiamento a questa terra e darle la dignità che merita, speriamo che non ti scotterai anche tu.
A volte ci chiediamo, viviamo in un paese cosi confuso da non riuscire più a distinguere il bene e il male, Sindaco nei nostri confronti ha usato metodi di poca stima, metodi da giustiziere, ha cancellato il diritto alla vita, il diritto alla libertà e all’infanzia, ha preferito che quel impianto restasse li e che venisse attivato, perché a noi nessuno ci toglierà dalla testa che l’impianto è attivo e lei ne è responsabile, come ha potuto far cancellare i nostri ricordi di Via Plutarco, i ricordi dei nostri fratelli, i giochi della nostra infanzia.
Sindaco, l’Unicef lancia uno slogan “insieme per salvare i bambini dalle violenze” e qui si commettono questi errori, viva la libertà negata.
Sindaco, non ha fallito solo sull’ambiente, ma su tutto, viviamo in un degrado da quinto mondo, ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia delle tante brutture che ci sono, una cosa la citiamo, non c’è una piazza per gli autobus, durante la giornata ne passano a centinaia ma non si sa dove vanno, a volte bisogna rincorrerli per fermarli e potersi spostare nei paesi limitrofi, la cosa più buffa solo il nostro comune non offre i mezzi di trasporto per apprendere la cultura facciamo i pendolari in altri comuni per apprenderla, che vergogna.
Sindaco, non molleremo, né il caso antenna e né sull’ambiente, difenderemo i loro valori, a costo di essere processati, protestare è un diritto, sempre nel rispetto della legge, come pure tutelare la vita è un diritto sacrosanto, perciò, Sindaco noi gridiamo alla libertà, quella libertà che ci vuole negare.
Sindaco, il candidato alla Casa Bianca, Barach Obama, parlando a Berlino disse: ”dobbiamo abbattere altri muri”, invece qui si creano i muri, si crea odio e dissenso, ma che cacchio ci insegnate, detto fra noi, qui la legalità non arriva nemmeno a pagamento, ci vorranno anni luce. C’è una terra tradita dalla politica di ieri e di oggi, altro che Provincia, Aeroporto e Turismo, qui a Sibari si fanno solo chiacchiere.
Sindaco, aspettiamo spiegazioni sul perché le ferriti di zinco giacciono ancora li da oltre un decennio, come pure l’antenna di via Plutarco giace lì da quasi cinque anni, le coperture di amianto ubicate nel centro abitato, si aspetta ma cosa si aspetta si sa che sono nocive per la salute.
Chiediamo l’intervento dell’esercito, della giustizia, delle forze armate, per fare luce su tanti misteri, sulle tante brutture che questo paese ha, sulle tante baracche costruite dai nostri genitori senza avere nessun ostacolo, altro che campi Rom, le diciamo queste cose senza nessuna paura, Sindaco a Pechino per ospitare i giochi Olimpici, hanno abbattuto delle case, a Rossano, per ridare il mare ai cittadini, hanno abbattuto tante case, bravo Sindaco coraggioso, va tutta la nostra stima. Solo lei Sindaco, per abbattere un’antenna, e c’erano tutti i presupposti, ha avuto paura, si è chiuso nel silenzio, un silenzio e una paura che si trascinerà per tutta la vita.
Un altro oltraggio al territorio è stato la chiusura della clinica di Sibari, la Clinica dove siamo nati, la clinica che ha salvato tante vite umane, e lei ha permesso questo danno al territorio, che vergogna.
Ci viene da ridere, ricordiamo l’ordinanza n.159 del 21/12/2006 che, porta la firma del responsabile del settore ufficio tecnico, Dòtt. Mario Oriolo “L’antenna di Via Plutarco a Sibari va rimossa entro dieci giorni”, Sindaco si rende conto quanti dieci giorno sono passati?
Ci rivolgiamo ai dirigenti scolastici, delle medie e delle elementari, a prendere le loro dovute precauzioni sul caso antenna e sulle coperture di amianto che circondano i plessi scolastici, ad avvisare i genitori dei ragazzi che i loro figli sono sotto un campo minato che può nuocere alla salute dei ragazzi stessi.
Un appello al Presidente del Consiglio, la Dott. Rosella Garofalo, a cui va tutta la nostra stima di buon lavoro, ascoltaci bene Dottoressa, si tolga la benda dagli occhi e i tappi dalle orecchie, il 12/06/2008, cento ragazzi vi hanno scritto, vi alleghiamo di nuova la lettera, aspettano che la loro voce entri in consiglio Comunale, rivendicano i piani dove collocare questi ripetitori e i loro trasferimenti nei tempi dovuti dalla legge, quello che l’ex Presidente il Dott. Antonio Golia non è stato capace di risolvere perché corrotto dal silenzio, che non si faccia corrompere anche lei, aspettiamo una sua risposta e un’azione incisiva, che non si dimentichi.
Anche chi era con noi si è chiuso nel silenzio, gli amici dell’opposizione, dov’è la vostra voce, anche voi avete fallito, non solo sull’ambiente ma su tutto, anche a livello politico, anche voi siete seduti su quelle sedie, parecchi di voi eravate candidati a Sindaco, che cosa proponete di nuovo, Dott. Adduci, Dott. Papasso, Dott.Peruzzi, Dott.Caruso, simbolo dei verdi, si dovrebbe vergognare a indossare la casacca dei verdi, come lo difende l’ambiente, diteci che cosa avete prodotto in questi cinque anni, secondo noi solo chiacchiere e litigi.
Anche la Chiesa se ne sta zitta, il nuovo Vescovo, forse non ha capito la nostra battaglia, lo invitiamo a rifletterci bene, pretendiamo che non vengano violati i nostri diritti e la libertà, anche da lei aspettiamo una risposta.
Un appello alla Procura di Castrovillari, al Sostituto Procuratore, Dott. Baldo Pisani, titolare dell’ordinanza di smantellamento dell’impianto, Dott. Pisani noi la ringraziamo di ciò che ha fatto per il caso antenna, ma una cosa è certa, se la sua ordinanza è decaduta vuol dire che la vita umana non ha nessun valore, noi notiamo che l’antenna è attiva, possiamo anche sbagliare, perciò le chiediamo di verificare e di aprire il caso, perché la sotto ci sono trecento nostri fratelli, dall’età di tre anni all’età di tredici anni, che si trattengono per un’intera giornata per apprendere la cultura e la legalità.
Sindaco, aspettiamo una sua risposta e la pretendiamo, basta col silenzio.
I nostri muscoli sono troppo deboli per risolvere il caso, ci abbiamo provato e ci proveremo ancora, perché ne siamo convinti, qualcuno del Palazzo Comunale ha sbagliato o in buona fede o in cattiva fede, però non può nascondersi dietro il silenzio.
Noi guardiamo al futuro, anche se il passato resterà un ricordo, un ricordo che non si può cancellare con un colpo di spugna, non permettiamo a nessuno di giocare con la nostra infanzia, non siamo in vendita per nessuno e nessuno ci ha comprati in questa battaglia, le nostre idee sono chiare e precise, perciò Sindaco che lo sappia bene, quell’antenna sulle nostre teste non la vogliamo e lei ha l’obbligo di rispettare i nostri pensieri, la vita è una sola non c’è un’altra di riserva, perciò non può violare i diritti di tutela alla vita, o sposta l’antenna o sposta le scuole, anche noi possediamo una dignità, viva la libertà.

SIBARI 9 SET 2008 - I RAGAZZI DELL’ ANTENNA

6 settembre 2008

RIPRENDE L’ATTIVITÀ DEL BLOG

Riprende l’attività del blog dopo un’opportuna pausa estiva: le notizie torneranno tra qualche giorno, con novità e appuntamenti interessanti.
Lo spazio è sempre aperto al contributo di tutti; chiunque abbia delle segnalazioni da fare o qualcosa da raccontare può farlo inviando un messaggio al seguente indirizzo di posta elettronica: sibarisos@libero.it