Tutela dell’ambiente e della salute umana, qualità della vita e diritti dei cittadini di Sibari: questi sono i temi trattati in questo blog. Le notizie e tutto il materiale pubblicato possono essere utilizzate da chiunque ne abbia la necessità, ovviamente con l'obbligo di citarne la fonte. Lo spazio è aperto al contributo di tutti i visitatori che hanno qualcosa da raccontare o semplicemente da segnalare (...scrivici...).
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28 aprile 2010

MARINA DI SIBARI: VIVERE NELLA MONNEZZA.

Spinto dai tepori primaverili, un lettore del blog è andato a godersi un pomeriggio di sole sulle nostre spiagge. Rinfrancato dal clima, ma deluso dal contorno, ci ha inviato alcune immagini del paesaggio che lo ha accolto.


Che dire!
Aspettando l’arrivo (…improvviso!!!) dell’estate, a Marina si ripresenta il solito problema annuale: la monnezza!
Marina, il quartiere predisposto all’accoglienza dei turisti, invaso dai rifiuti sembra una discarica a cielo aperto.
Forse, vista l’imminenza della bella stagione, ci vorrebbe anche qui l’intervento di San Silvio per far sparire miracolosamente la spazzatura dalle strade e darci la possibilità di “tirare il fiato” nei prossimi mesi.






22 aprile 2010

"SAPETE COME MI TRATTANO?" - L'INIZIATIVA DELLA FISH CONTRO LE DISCRIMINAZIONI.

Storie di ordinaria discriminazione raccontate con foto, sceneggiature, cortometraggi e vignette: è quanto la Federazione italiana superamento dell'handicap (FISH) promuove con il concorso "Sapete come mi trattano", volto a far luce sulle non più tollerabili zone d'ombra nella discriminazione delle persone disabili.
Il concorso di idee, aperto a chiunque senta di poter dare un contributo all'iniziativa, punta a divulgare le testimonianze e le vicende quotidiane delle persone con disabilità, di rado raccontate e divulgate dai mezzi di comunicazione.
Con questa iniziativa, la FISH vuole abbattere il muro del silenzio, per riportare finalmente in primo piano il racconto, i protagonisti e le storie che stanno dentro queste esperienze. In una forma efficace, comprensibile per tutti e per questo maggiormente comunicabile.

Per partecipare al concorso leggi il bando su www.sapetecomemitrattano.it

7 aprile 2010

NOSTRA PATRIA È IL MONDO INTERO…- DAL LAZIO ALLA SICILIA ESPERIENZE DI LOTTA AL CONFRONTO

Al povero puoi rubare tutto, tranne i sogni (Antico detto africano). Così chiude il suo intervento Kalifa, uno dei lavoratori africani di Rosarno, deportato a Roma dopo i fatti del 7 gennaio, che sopravvive da due mesi senza lavoro con l'aiuto di strutture di base cittadine.
Al povero puoi rubare tutto, tranne i sogni. Il sogno di essere liberi, di determinare la propria vita, di tornare liberamente dalla propria famiglia in Africa senza vincoli legati ai documenti che immobilizzano. Il sogno di lavorare dignitosamente per poter inviare loro quel po’ di denaro che consente di sopravvivere alla miseria e alle malattie. Il sogno di vivere senza doversi guardare le spalle quando si cammina per strada, di dormire in un letto e non su uno scatolone di fortuna alla stazione... Il sogno di poter avere dei semplici desideri…
Dopo i fatti di Rosarno, la vasta, tragica, sommersa realtà della manodopera immigrata impiegata strutturalmente nelle campagne d’Italia non è più una condizione nota a pochi. La situazione in Calabria, Puglia, ma anche nelle piane del Lazio, nelle stalle della Lombardia e del Veneto si ripropone in Andalusìa per le fragole, o in Francia, nella Bouche du Rhone. Meccanismi simili perché è simile il modello agricolo: un'agricoltura industriale volta al massimo profitto sostenuta e incoraggiata da mezzo secolo di politiche pubbliche.
Possiamo pensare che non ci riguardi, se decidiamo di ignorare le condizioni in cui vengono prodotti i pomodori, le zucchine, le arance che compriamo sui banchi del supermercato; se decidiamo di non domandarci a chi va quell’euro e mezzo che paghiamo per un chilo d’arance tarocco, quando le stesse vengono pagate 20 centesimi ai produttori. Ancora meglio, la spremuta a un euro potrebbe sembrarci meno conveniente se sapessimo che i frutti da cui viene prodotta vengono acquistati dai grossisti a 5 centesimi. Più del 600%, di tanto aumenta il valore di un frutto quando passa dal produttore agli scaffali delle grandi catene di distribuzione. Intanto noi compriamo e così alimentiamo una circuito di sfruttamento che strozza i piccoli produttori al punto di renderli aguzzini, servi delle organizzazioni mafiose e carnefici verso i più deboli, i braccianti del nuovo millennio, ultimo anello di questa lunga catena. Compriamo e foraggiamo chi, forte del monopolio e coperto da leggi razziste, compra a basso prezzo il sangue e il sudore dei lavoratori immigrati.
La solidarietà che ha circondato i lavoratori africani linciati e deportati da Rosarno non può fermarsi all’aiuto materiale, né contentarsi della lotta per la regolarizzazione. È necessario affrontare i nodi strutturali della questione, in una prospettiva di lotta che coniughi lo sviluppo democratico e partecipato di quei territori con la dignità di lavoratori che devono poter affermare i propri diritti.
Rosarno non è un caso. Rosarno è un sistema di fronte al quale non basta scandalizzarsi ma è necessario reagire, organizzarsi, lottare. Insieme: lavoratori delle campagne, immigrati e italiani, piccoli produttori indipendenti e consumatori delle metropoli.
Che risposte collettive possono essere date nei diversi territori?
Come possiamo mettere in rete le nostre esperienze e le nostre idee per disarticolare la gerarchia etnicizzata del lavoro che contempla l'esistenza di fasce totalmente prive di tutele e diritti?
Come rompere ovunque il muro di silenzio che circonda queste vite ridotte a braccia, senza testa e senza dignità, e che garantisce il loro sfruttamento?
Mettiamo in relazione le nostre esperienze e i nostri sforzi perché le realtà solidali nei vari territori, già attive da anni per dare un minimo sostegno ai lavoratori supersfruttati come gli africani di Rosarno, non restino isolate e impotenti
Costruiamo un terreno comune di intervento e di lotta
PARLIAMONE INSIEME SABATO 10 APRILE CON:
- Assemblea dei lavoratori africani di Rosarno a Roma
- Enrico Pugliese, Docente di Sociologia del Lavoro, Università La Sapienza di Roma
- Consorzio EquoSud di Gallico, Reggio Calabria
- La Rete Migranti della provincia di Reggio Calabria
- Alcuni lavoratori africani di Castel Volturno
- Centro Jacob, Foggia
- Laboratorio Zeta, Palermo
- Redazione veneta del Primomaggio - Foglio per il collegamento tra lavoratori, precari e disoccupati

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:
Alle 16:00 – Reading di Mambaye Diop
a seguire - incontro pubblico con l’ALAR – Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma
Aperitivo calabrese e CENA SUB-SAHARIANA
Alle 21:00 – video-proiezioni
Alle 21:30 - CONCERTO CON MADYA DIEBATE (griot e maestro di Kora)
A seguire - dj set Radio Africa (Onda Rossa – 87.9FM) e TP Africa (Popolare Roma 103.3 FM)

Sottoscrizione a sostegno della Cassa di Mutuo Soccorso per i lavoratori africani di Rosarno a Roma
Nostra patria è il mondo intero, nostra legge la libertà
promuovono:
Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Rma - alar.noblogs.org
Osservatorio antirazzista Pigneto Tor Pignattara - www.6antirazzista.net
Comitato di Quartiere Pigneto Prenestino – www.lapigna.info
Csoa exSnia - www.exsnia.it
Campagna “Non uno di meno”

Per contatti: alar@inventati.org - www.alar.noblogs.org

CSOA eXSnia - VIA PRENESTINA 173 tram 5, 14, 19 - bus 81, 810, 12N

3 aprile 2010

AL VIA IL REFERENDUM NAZIONALE PER L'ACQUA PUBBLICA

Venerdì 9 aprile ore 18:00 - C.S.O.A. “A.Cartella”, via Quarnaro I, Gallico, Reggio Calabria
Sabato 10 aprile ore 17:30 presso Caffé Letterario "Il Galeone", Spezzano Albanese, Cosenza
NO all’acqua privata
SÌ al diritto all’acqua per tutti
Doppio appuntamento calabrese per Corrado Oddi del Forum Nazionale

A partire dal mese di aprile, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua lancia una nuova sfida ai padroni dell’acqua: una grande campagna di raccolta firme per la promozione di tre referendum abrogativi delle norme che hanno privatizzato l’acqua.
È necessario che anche in Calabria, come nel resto d’Italia, si crei un fronte ampio per contrastare le politiche di privatizzazione e per costruire una radicata e diffusa campagna referendaria: per questo invitiamo tutto il popolo dell’acqua, dalle associazioni dei consumatori alle associazioni ambientaliste, dal mondo cattolico e religioso ai movimenti sociali, dal mondo sindacale alle forze politiche, tutte e tutti a sostenere questa nuova battaglia.
Per illustrare i quesiti referendari e per promuovere la nascita di comitati territoriali il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” ha organizzato un doppio appuntamento cui parteciperà Corrado Oddi del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri"

FIRMA L'APPELLO A SOSTEGNO DEI LAVORATORI AFRICANI DI ROSARNO!

Ogni anno, in autunno, fino a buona parte dell’inverno, migliaia di lavoratori stagionali, prevalentemente africani, arrivano a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, per la raccolta degli agrumi. Clandestini o regolari, rifugiati o richiedenti asilo, tutti si radunano nel cuore della piana di Gioia Tauro, 2000, forse 3000, ogni anno, da almeno vent’anni.
Il 7 gennaio 2010, a Rosarno, alcuni lavoratori africani vengono presi di mira con un fucile ad aria compressa, sparati da una macchina di passaggio come fossero belve da colpire durante un safari. Ne segue una rivolta che segnerà il punto di non ritorno di una spirale che per tre giorni, a Rosarno, sfiorerà la guerra civile.
Italia, Europa, 8 gennaio 2010 il Governo della Repubblica deporta migliaia di persone dal proprio luogo di vita e lavoro, solo in base al colore della pelle, e dichiara Rosarno off limits per la gente di colore.
Disperse, senza neppure i pochi beni che hanno dovuto abbandonare, senza casa, senza soldi, senza lavoro, senza diritti, invisibili e inermi, queste persone vagano oggi per le città d’Italia, esposte al freddo e alla fame, senza nessuna prospettiva.
Un centinaio di loro si trovano a Roma. Ospiti di alcune realtà di movimento, hanno costituito la prima Assemblea dei lavoratori africani di Rosarno a Roma.
La regolarizzazione prima di tutto! Questo chiedono, questo devono ottenere.
Dare loro accoglienza. Combattere con loro per il diritto ad esistere, il diritto ad avere diritti.

Approfondimenti su www.6antirazzista.net

Per firmare l'appello, clicca sul banner inserito in alto a destra.