Tutela dell’ambiente e della salute umana, qualità della vita e diritti dei cittadini di Sibari: questi sono i temi trattati in questo blog. Le notizie e tutto il materiale pubblicato possono essere utilizzate da chiunque ne abbia la necessità, ovviamente con l'obbligo di citarne la fonte. Lo spazio è aperto al contributo di tutti i visitatori che hanno qualcosa da raccontare o semplicemente da segnalare (...scrivici...).
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20 novembre 2009

BASTA BUGIE! BASTA PRESE IN GIRO! AVVIO IMMEDIATO DELLE BONIFICHE E MESSA IN SICUREZZA DEI TERRITORI!

La Calabria si trova, oggi più che mai, vittima di operazioni e interventi devastanti che rischiano di compromettere definitivamente ogni equilibrio ecologico e sociale, rendendo invivibili le condizioni delle comunità calabresi.
Dal Pollino allo Stretto, la lista delle lagnanze di questa terra martoriata si fa infatti sempre più lunga, quanto tragica, e la “scoperta” delle navi a perdere è solo la punta di un enorme sommerso iceberg.
Non può certo bastare l’ennesimo tentativo di affossamento e depistaggio messo in piedi dal Governo nazionale: le oltre 30mila persone che hanno partecipato alla manifestazione del 24 ottobre ad Amantea, testimoniano come i calabresi abbiano acquisito la consapevolezza di vivere su terreni avvelenati.
Così nella vallata del Fiume Oliva, a Crotone, a Praia, nella Sibaritide come nell’Aspromontano: le nostre montagne e i nostri mari per anni hanno svolto il compito di enormi discariche per rifiuti “ingombranti”. Purtroppo il saccheggio dei territori si manifesta anche attraverso la svendita delle nostre risorse a favore degli appetiti del grande capitalismo internazionale.
Così ci ritroviamo la più importante multinazionale al mondo nella gestione dei servizi ambientali, la francese Veolia, a farla da padrona su settori vitali come la gestione di acqua e rifiuti. Così assistiamo all’ imposizione di inquinanti impianti di produzione energetica in una regione che da decenni ne esporta grandi quantità.
Scelte dissennate, incuria e avidità, sono tra le principali cause del dissesto idrogeologico che caratterizza i nostri territori: la tragedia che ha colpito il messinese poteva essere assolutamente evitata se si fosse messo davanti a tutto la sicurezza della popolazione. Le tremende alluvioni che hanno causato frane e morti e le mareggiate che hanno devastato le nostre coste lo scorso inverno, avrebbero già dovuto mettere in guardia chi di competenza: poco o nulla è stato fatto per rimediare ai tanti disastri, sicuramente niente per la messa in sicurezza.
A fronte di tutto questo, siamo costretti a subire l’ennesima provocazione: l’ annuncio della prima pietra del ponte sullo Stretto, una farsa che dura ormai da quarant’anni, che è già costata oltre 520 milioni di euro senza riuscire neanche ad arrivare all’approvazione del progetto definitivo.
Come cittadini calabresi siamo stanchi di essere umiliati da istituzioni e affaristi, di vedere la nostra terra svenduta per i loro interessi. Basta con le false promesse!
Noi vogliamo che i soldi destinati al Ponte vengano impiegati da subito per le opere di messa in sicurezza e di bonifica dei nostri territori; vogliamo che la Regione Calabria dia una segnale forte che vada in questa direzione uscendo dalla Stretto di Messina SpA; vogliamo che il Governo dia risposte concrete alle emergenze concrete!
Come associazioni ambientaliste, movimenti, comitati calabresi ci incontreremo il 6 dicembre, a Lamezia Terme, per coordinare meglio le nostre forze e risorse sparse in tutto il territorio e unificare i nostri sforzi nella difesa di questa terra.
Per rispondere alla beffa natalizia saremo il 19 dicembre a Villa San Giovanni, per dire No al Ponte sullo Stretto.
IL 23 NOVEMBRE 2009 FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE AL GOVERNO ED ALLE ISTITUZIONI SEMPRE PIU’ LONTANE DALLE POPOLAZIONI
SIT-IN ORE 10:00, DAVANTI LE PREFETTURE DI COSENZA, CATANZARO,CROTONE, VIBO VALENTIA, REGGIO CALABRIA.
Tanti luoghi una sola voce!

ORGANIZZATO DAL MOVIMENTO 24 OTTOBRE (Altra Lamezia / ARCI Crotone / Ass. Confronti / Ass. Paolab / Associazione Universitaria “Udu Cosenza” / Beni Comuni Cosenza / c.s.o.a. “A. Cartella” / Casa della legalità- Lamezia / CGIL Amantea / Cib Unicobas / Collettivo Universitario “P2 – Occupata / Collettivo Universitario Socio- Politico-Culturale “Filol.8 – Azioni Manifeste” / Comitato Civico Natale De Grazia / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” / FORA di Cosenza / Forum Ambientalista / Ass. Ambientalista il “riccio” – Castrovillari/ Movimento “Terra, Aria, Acqua e Libertà” Crotone / Movimento Ambientalista del Tirreno / Progetto Universitario Unical – “Ateneo Controverso” / Rete No Ponte / Rosso Cetraro / Rua Sao Joao - Lamezia Terme / TerritoRioT)

18 novembre 2009

NASCE A SIBARI UN COMITATO PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE PUBBLICA

Oltre 30mila tonnellate di rifiuti tossici provenienti dalla Pertusola Sud di Crotone sono state interrate nella Sibaritide e precisamente tra Sibari e Cerchiara. Qui giacciono da oltre 14 anni le famigerate ferriti di zinco nelle contrade Tre Ponti, Prainetta, ecc, mentre di oltre 128mila tonnellate non si conosce la destinazione finale del loro viaggio conclusosi, molto probabilmente, nei fondi delle nostre strade, nei muri delle scuole, case e ospedali, nelle nostre campagne a concimare il terreno fertile della Piana di Sibari e ad arricchire le sue falde acquifere di morte.
Nel corso di questi ultimi anni sono aumentati vertiginosamente casi di eccessi di disfunzioni ormonali e riproduttive e le patologie tumorali con esiti fatali. Il cancro colpisce soprattutto gli organi dell’apparato gastro-intestinale e dell’apparato genito-urinario, ossia quelli direttamente collegati a ciò che mangiamo e beviamo.
Il sottosuolo ha subito una ingentissima concentrazione di metalli pesanti cancerogeni e comunque tossici. Ad esempio:
secondo le analisi dell’Enea, svolte nel 1999, il piombo aveva una concentrazione pari a 31915 mg/kg mentre il suo valore tollerabile è di 100 mg/kg;
lo zinco invece aveva una concentrazione di 24000 mg/kg a fronte del suo valore tollerabile di 150 mg/kg.
Inoltre sono state analizzate alcune colture i cui frutti contenevano quantità di arsenico, zinco, piombo e altre sostanze tossiche e cancerogene a dir poco preoccupanti ed intollerabili per l’organismo umano.
Sono dunque passati 14 anni da quando i siti inquinati sono stati scoperti, ma le ferriti di zinco sono ancora li ad ammorbarci.
Eppure Sibari e il suo circondario sono stati inseriti con Crotone nella lista dei siti di interesse nazionale da bonificare e ripristinare; il Governo ha stanziato 4,5 miliardi circa di euro per procedere alla rimozione delle ferriti e alla bonifica; la Regione Calabria ha indicato il comune di Cassano Allo Ionio come capofila dei comuni di Cerchiara di Calabria e di Francavilla, assegnando il compito di indire una prima gara di appalto e individuare una ditta che proceda alla caratterizzazione dei rifiuti.
Tutto però è ancora fermo, le ferriti stanno ancora lì e i teloni che sono stati stesi sui siti per la “messa in sicurezza”, sono, a distanzi di anni, visibilmente danneggiati.
Neanche le popolazioni interessate hanno reagito con determinazione contro l’indulgente atteggiamento istituzionale di chi doveva difendere l’ambiente e tutelare la salute pubblica.
Eppure i lutti incedono incontrastati e colpiscono le famiglie della nostra comunità affette da ignavia omertosa e fatalista passività.
Alla luce di tutto questo, senza volere entrare nel merito dello scarica barile fra Ministero dell’Ambiente, comune di Cassano Allo Ionio e Regione Calabria, lasciando agli organi giudiziari il compito di individuare i responsabili e responsabilità, abbiamo costituito a Sibari un Comitato civico spontaneo che abbiamo denominato “Comitato per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica”, composto da semplici cittadini, esponenti delle associazioni, dei partiti politici e delle istituzioni, avente come unico scopo la sensibilizzazione e la mobilitazione dell’opinione pubblica, al fine di mettere sotto pressione il Governo e gli organi istituzionali periferici, i quali devono assolutamente ripristinare il diritto di cittadinanza delle nostre comunità, procedendo immediatamente e senza tentennamenti alla rimozione delle ferriti e alla bonifica dei siti interessati.
Inoltre la Regione Calabria deve dare istantaneo mandato all’ASP di Cosenza di effettuare l’indagine epidemiologica sui casi di tumore, già prevista per Crotone, anche nella Sibaritide.
Infine il Governo deve celermente avviare la ricerca delle altre 128mila tonnellate di ferrite di zinco ancora latitanti.
Renderemo noto pubblicamente nei prossimi giorni il calendario delle iniziative in itinere invitando forze politico-sociali, le associazioni, le istituzioni e la cittadinanza tutta alla mobilitazione generale della Sibaritide e dell’Alto ionio.

Sibari, 17 novembre 2009
Comitato per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica

(Comunicato stampa)

6 novembre 2009

NAVI DEI VELENI: IL COMITATO DE GRAZIA INTERROGA LA PRESTIGIACOMO

Tutte le associazioni organizzatrici della manifestazione di Amantea dello scorso 24 ottobre, chiedono al Ministero dell’Ambiente che siano fornite le risultanze documentali delle prospezioni marine e delle analisi di laboratorio effettuate sui campioni prelevati dalla nave “Mare Oceano” che ha operato al largo di Cetraro per individuare l’eventuale presenza della nave carica di rifiuti radioattivi come rivelato dal pentito Fonti.
In attesa di poter valutare direttamente, mediante tecnici di fiducia e di analisi comparate, chiedono di fugare tutti i dubbi e le perplessità addensatisi su una vicenda piena di contraddizioni. E per questo pongono al Ministro Prestigiacomo le seguenti domande:
1 - Come è possibile che una persona non del luogo, come Francesco Fonti, fosse a conoscenza della presenza di un relitto nei fondali di Cetraro esattamente nel sito dove è stato trovato?
2 - Perché questo relitto, se conosciuto dalla Marina Militare e dalle Capitanerie di Porto, non è stato segnalato a tempo debito al Procuratore Giordano titolare dell’inchiesta?
3 - Perché esistono differenze sostanziali tra le caratteristiche del relitto di Cetraro e del piroscafo Catania? Quest’ultimo, secondo i dati dei costruttori, era lungo 95,8 metri mentre la lunghezza ufficiale del relitto, comunicata dal Governo, è pari a 103 metri. I dati differenti del piroscafo Catania sono ben noti e riportati nel registro navale della World Ship Society e pubblicati dal sito specializzato Miramar Ship Index. Gli stessi identici dati sono pubblicati anche sul sito specializzato nella storia degli U-boat (www.uboat.net).
4 - Perché dai registri navali risulta che il piroscafo Catania venne affondato almeno a 3,2 miglia di distanza dal punto dove la “Mare Oceano” stava effettuando le verifiche. Un punto più a largo di circa cinque chilometri, non qualche centinaio di metri.
5 - Come mai le foto e le riprese video effettuate dal Rov della Nave Oceano sembrerebbero diverse da quelle realizzate dal Rov dell’Arpacal?
6 - Perché non è stato ancora reso pubblico l’intero filmato georeferenziato realizzato dal Rov della Mare Oceano?
7 - Perché il Ministro, prima ancora che il Rov della Geolab si immergesse nelle acque, ha comunicato che il relitto di Cetraro non poteva essere quello del Cunsky?
8 - Che fine hanno fatto i fusti o maniche a vento ripresi dal Rov inviato dalla Regione Calabria e perché non sono stati recuperati e portati in superficie a prova della asserita verità?
9 - Perché la ministra Prestigiacomo ha subito detto che il “caso è chiuso” senza neanche accertarsi del carico della nave?
10 - Perché sono stati comunicati solo i dati delle analisi sulla radioattività effettuate a 300 metri di profondità nonostante il relitto si trovi ad oltre 480 metri? Questa differenza incide notevolmente visto che le radiazioni gamma hanno una schermatura diversa a seconda della profondità. Ad esempio 170 metri generano un livello di schermatura pari ad un fattore 3*E126. Quindi anche in presenza di numerosi noccioli di reattori nucleari la contaminazione radioattiva non sarebbe facilmente rilevabile.
11 - Perché, nonostante la richiesta ufficiale da parte della Regione Calabria, non è stato comunicato il protocollo scientifico adottato per compiere le analisi sul relitto, sui fondali e nelle acque circostanti?
12 - Perché non sono state condotte, in via preliminare, le dovute indagini sulla catena alimentare della fauna ittica e sui sedimenti dei fondali onde rilevare la presenza di eventuali radionuclidi e/o agenti contaminanti di diversa natura? Questo allo scopo di tranquillizzare la popolazione in caso di eventuale riscontro negativo o viceversa proclamare lo stato di emergenza onde ricorrere agli indennizzi in caso di riscontro positivo (alla luce di indagini pregresse che già paventarono tale possibilità)?
13 - Perché per la vicenda del relitto di Cetraro è stato adottato un metodo differente da quello utilizzato per le indagini sul materiale contaminato rinvenuto nella vallata dell’Oliva dove le analisi sui campioni prelevati saranno condotte da quattro laboratori differenti mentre sulla Nave Oceano non è stato permesso l’ingresso, se non per poche ore, ai ricercatori dell’Arpacal?
14 - Perché tanta fretta nel chiudere le indagini e nel mandare via la Nave Oceano mentre , vista la presenza in loco dell’imbarcazione, si sarebbe potuto continuare a scandagliare tutto il mare circostante Cetraro?
15 - Perché la Capitaneria di Porto di Cetraro nel 2007 emise l’ordinanza di divieto di pesca a poche centinaia di metri dal luogo indicato da Fonti , subito dopo le analisi effettuate dall’Arpacal che indicavano la presenza allarmante di metalli pesanti quali l’arsenico, il cobalto ed il cromo sul pescato? E perché quell’ordinanza venne ritirata un anno dopo? Sarebbe utile comunicare i risultati di quelle analisi.
16 - Perché non sono stati applicati anche a Cetraro i recenti provvedimenti legislativi (L. 123/2008 e L. 210/2008) che classificano come siti strategici di interesse nazionale le aree in cui vengono smaltiti o individuati rifiuti tossici e/o nocivi?
Chiediamo alla Ministro Prestigiacomo se è a conoscenza dei filmati effettuati nel 2005 - 2006 per conto della Procura di Paola della società Nautilus e chiediamo cosa questi hanno filmato e di rendere pubblici tali filmati.
17 - Perché ad esprimersi sui risultati dei riscontri effettuati dalla nave Oceano sono stati la ministra Prestigiacomo ed il procuratore generale della DNA Pietro Grasso e non il titolare delle indagini?

Le associazioni, i comitati e i movimenti organizzatori della manifestazione del 24 ottobre ad Amantea:
Comitato Civico Natale De Grazia / Movimento Ambientalista del Tirreno /Forum Ambientalista / Beni Comuni Cosenza / Rosso Cetraro / WWF Amantea-Belmonte C./ Associazione Paolab/ Associazione Confronti / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / CGIL Amantea / Cib Unicobas / Ammazzateci Tutti movimento antimafia

5 novembre 2009

VOGLIAMO LA BONIFICA DEI SITI INQUINATI DA FERRITE DI ZINCO. IN FRETTA!

È una strage. Nella Sibaritide, in un pezzo della provincia di Cosenza compreso tra Sibari a Cerchiara, si muore di cancro molto di più che nel resto d'Italia, anzi molto più che nel resto d'Europa.
Le cause? Migliaia di tonnellate di ferrite di zinco stoccate illegalmente, sepolte nei terreni dalla criminalità organizzata.
È un’emergenza: quasi ogni famiglia ha perso almeno un componente colpito da tumore. E non c'è dubbio che dietro quelle morti ci siano quei rifiuti tossici.
Rifiuti tossici gestiti dalla criminalità, e le Istituzioni locali lo sanno. Lo sa anche lo Stato. Ma è più di un decennio che non si interviene.
BASTA MORTI. VOGLIAMO LA BONIFICA DEI SITI INQUINATI DA FERRITE DI ZINCO. IN FRETTA!



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1 novembre 2009

CONTAMINAZIONE INCONTROLLATA DI MATERIALE RADIOATTIVO

PEOPLE MADE IN CALABRIA

Effetti sul corpo umano della contaminazione radioattiva incontrollata di un ambiente di vita o di lavoro, degli alimenti, dell'aria, dell’acqua e del suolo.