Tutela dell’ambiente e della salute umana, qualità della vita e diritti dei cittadini di Sibari: questi sono i temi trattati in questo blog. Le notizie e tutto il materiale pubblicato possono essere utilizzate da chiunque ne abbia la necessità, ovviamente con l'obbligo di citarne la fonte. Lo spazio è aperto al contributo di tutti i visitatori che hanno qualcosa da raccontare o semplicemente da segnalare (...scrivici...).
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31 agosto 2009

DIFENDIAMO INSIEME LA NOSTRA TERRA E I NOSTRI DIRITTI!!!

La grande mobilitazione popolare al Parco del Pollino, che ha visto tanta gente presidiare i propri diritti dal mattino fino a notte fonda, ha ottenuto la sospensione del parere favorevole del Parco al progetto dell’Enel.
Non basta ancora! L’affaristica aggressione dell’Enel deve essere sconfitta definitivamente!
Basta con i tentennamenti e gli opportunismi. Lottiamo per il diritto alla salute e allo sviluppo della Valle del Mercure, che la centrale Enel affosserebbe definitivamente. La nostra terra e le nostre popolazioni hanno già subito fin troppi danni dalla centrale dell’Enel.
Sindaci, Associazioni, Comitati, semplici cittadini, hanno denunciato gravissimi aspetti del progetto Enel. Tra cui, centinaia di camion che congestionerebbero le nostre strade e renderebbero irrespirabile la nostra aria; posti di lavoro persi, nelle attività turistiche e nel commercio dei prodotti tipici locali; Nessuno sviluppo reale dell’occupazione, diversamente da come millantato dagli amici dell’Enel. È tempo che quei Sindaci e Amministratori fin qui troppo sordi o troppo compiacenti prendano finalmente esempio da quelli che invece tutelano veramente e sul campo la legalità e gli interessi dei propri amministrati. Le popolazioni della Valle del Mercure hanno il diritto di decidere del loro territorio e della loro vita. La mobilitazione popolare, segnale di speranza ma anche di democratico monito, è solo agli inizi.
DIFENDIAMO INSIEME LA NOSTRA TERRA E I NOSTRI DIRITTI!!!
SABATO 5 SETTEMBRE 2009 ORE 10.00
LOC. PIANETTE DI LAINO BORGO (DAVANTI EX STAZIONE)


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29 agosto 2009

LE 10 DOMANDE AL CAVALIERE



Fonte: www.repubblica.it

28 agosto 2009

RIPRENDE L’ATTIVITÀ DEL BLOG

Dopo la calda pausa estiva riprende l’attività del blog. Da settembre, notizie, novità e appuntamenti interessanti torneranno con la consueta regolarità.
Intanto, voglio evidenziare che Sibari Sos è sempre aperto al contributo di tutti; chiunque abbia delle segnalazioni da fare o qualcosa da raccontare può farlo inviando un messaggio all’indirizzo di posta elettronica sibarisos@libero.it.

19 agosto 2009

AMIANTO A SIBARI.

Rinascita per Sibari Comune denuncia la presenza di amianto in un vecchio capannone sito all’uscita di Sibari in direzione Villapiana. La segnalazione è stata inoltrata al Sindaco e al comandante dei Vigili del comune di Cassano All’Ionio, alla locale Tenenza dei Carabinieri, alla Procura della Repubblica di Castrovillari e alla autorità sanitaria competente.
L’associazione nella denuncia chiede che sia rimosso o messo in stato di sicurezza il materiale contenete amianto.

7 agosto 2009

RIPARTE LA MOBILITAZIONE IN CALABRIA PER L'ACQUA PUBBLICA

Il 25 luglio, in occasione del 1° Forum Ambiente e Cittadinanza Attiva che si è tenuto a Locri con la presenza di Padre Alex Zanotelli, alcune realtà associative, comitati e movimenti calabresi si sono incontrati per confrontarsi sulla preoccupante tematica della privatizzazione dell'acqua.
Come è ormai risaputo la gestione delle acque calabresi è stata affidata alla Sorical, società mista la cui quota privata è in mano alla più grande multinazionale al mondo del settore idrico, ovvero la francese Veolia.
Tra le "prestazioni" offerte dalla Sorical alla Regione Calabria è prevista anche la riscossione dei crediti "storici", quella voragine nei conti pubblici prodotta da decine di anni di malapolitica e di gestioni clientelari: centinaia di milioni di euro di debiti che i Comuni calabresi hanno accumulato nel settore acque e che ora devono saldare. E per quelle amministrazioni che non hanno sottoscritto accordi per il rientro del debito, dal 20 luglio la Sorical ha già proceduto alla riduzione della fornitura idrica.
La pesante situazione in cui si trovano i Comuni sta spingendo la Giunta Regionale verso una soluzione che potrebbe rivelarsi una vera sciagura per i calabresi: per evitare che «i Comuni vadano in sofferenza», la Giunta è infatti intenzionata a proporre una riforma legislativa per costituire un solo gestore regionale dell’intero ciclo integrato delle acque, dall’adduzione alla bollettazione, «un soggetto unico che si assuma una gestione imprenditoriale, con un rapporto diverso con il cittadino».
Questo significherebbe affidare un settore vitale come l'acqua ad un unico soggetto, molto probabilmente la stessa Sorical, che così acquisirebbe quasi un potere di vita o di morte sui calabresi. Cosa succederà a quelle fasce più deboli della popolazione calabrese che, come questi comuni oggi, non riusciranno a pagare le bollette?
Invertire la rotta è comunque ancora possibile, come dimostra la recente iniziativa del Comune di Caulonia che ha modificato il suo statuto comunale riconoscendo l'acqua come bene comune e risorsa fondamentale per la vita, e garantendo a tutti l'accesso all'acqua quale diritto umano e risorsa imprescrittibile: in questo modo Caulonia vuole impedire l’affidamento a società private della gestione del servizio idrico integrato e negare di conseguenza l’adesione all’ATO reggino. E altre municipalità calabresi si sono dette subito pronte a seguire l’esempio di Caulonia e di diversi altri Comuni italiani –molti dei quali siciliani– che si sono riuniti nel “Coordinamento Nazionale Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio Idrico”.
Spingere più amministrazioni comunali su questa strada, anche grazie ad attività di sensibilizzazione o alla promozione di delibere di iniziativa popolare, è l'obiettivo che le realtà calabresi impegnate a difesa dell'acqua si sono date. Lavoro ed impegno che naturalmente va promosso e coordinato: a tal fine è stato fissato un nuovo incontro regionale, che si terrà a Lamezia il 5 settembre.
Non sarà un'estate di ozio però per gli attivisti dell'acqua che si rivedranno a Messina l'8 agosto per partecipare alla manifestazione contro il Ponte sullo Stretto, altra opera utile solo a trasferire soldi pubblici nelle tasche dei privati.

Fonte: www.territoriot.noblogs.org

4 agosto 2009

L'8 AGOSTO TUTTI A MESSINA PER DIRE “NO AL PONTE”

N O P O N T E
PARTENZA DA COSENZA IN CAROVANA
Sabato 8 agosto ore 12:00 appuntamento per tutti all'ingresso autostrada COSENZA (sud).
Ci si conta e si parte. Si parcheggia a Villa S. Giovanni e si traghetta a piedi.
Manifestazione ore 18:30. Rientro a fine manifestazione.

Stanno andando avanti, stanno costruendo il loro “Ponte” fatto di colate di cemento, speculazione, disprezzo per la democrazia. I cittadini che scenderanno in piazza l’8 agosto a Messina non si opporranno semplicemente ad una singola opera, ma ad una concezione sbagliata, ad un modello perverso. La manifestazione organizzata dalla “Rete No Ponte” è il frutto di un lungo percorso costruito negli anni che ora si arricchisce di una precisa richiesta, ri-orientare la spesa pubblica allontanandola da grandi opere inutili, dannose e non volute verso la riqualificazione del territorio, a cominciare dalla messa in sicurezza anti-sismica, ed infrastrutture di prossimità, come il traghettamento pubblico dello Stretto.
Le adesioni di associazioni ambientaliste (WWF, Italia Nostra, Legambiente), quelle di partiti e soggetti politici (Sinistra e Libertà, Rifondazione comunista, Pdci, Plc, Bene Comune, Federazione anarchica siciliana, Unità comunista), sindacati (Rdb, Cub, Cobas, Orsanavigazione), centri sociali (Cartella, Zetalab, ExKarcere, Ask, Auro), reti territoriali (Coordinamento catanese No G8, Cordinamento ibleo per la difesa dalle nocività), comitati cittadini (Giovani e Messina, Energia messinese), un’infinità di piccole e grandi realtà, tantissimi cittadini e non da ultimo le numerose presentazioni sul territorio del libro “Ponte sullo Stretto e mucche da mungere” sono i segnali inequivocabili di una consapevolezza che non si è mai sopita. Numerosi pullman arriveranno da Palermo, Ragusa, Siracusa, Catania, Reggio Calabria e Cosenza.
Nel corso degli anni si è passati senza pudore dall’esaltazione del mercato e dell’iniziativa privata ad un interventismo statale degno dell’IRI, finalizzato però al trasferimento di denaro dalle tasche dei cittadini (quella parte di cittadinanza che paga le tasse) ad un ristretto circolo di contractors ben legati alla politica. Il Ponte come i rifiuti, l’acqua privatizzata come l’economia di guerra sono le “mucche da mungere” che arricchiscono pochi speculatori ed aumentano la distanza tra ricchi e poveri, spesso con metodi autoritari.
Pietro Ciucci ha da pochi giorni aggiunto alla carica di presidente dell’Anas e della Società Stretto di Messina (di cui Anas è azionista con l’82%) l’incarico barocco di “Commissario Straordinario per il riavvio delle attività”, con il compito specifico di “rimuovere gli ostacoli” frapposti al Ponte. La formula è inquietante, anche perché più volte il governo ha minacciato “l’uso dell’esercito” contro quelle “minoranze” che oseranno opporsi all’avvio dei cantieri. Ma c’è anche l’aspetto economico, non meno preoccupante. In sessanta giorni, Ciucci dovrà “adeguare” i contratti stipulati con Impregilo (vincitrice di una gara dai contorni mai chiariti) e con “le società affidatarie dei servizi di controllo e verifica della progettazione definitiva ed esecutiva”.
Pur non essendoci ancora un progetto definitivo, la società Stretto di Messina potrà contare su un contributo di 1,3 miliardi di euro “in conto impianti”, ovvero soldi destinati all’acquisto di fattori produttivi “a lungo ciclo di utilizzo”. Soldi da spendere subito, e male. Secondo i ministri Matteoli e Tremonti, già alla fine dell’anno potranno essere avviati i “cantieri a terra”, cioè tutte quelle che opere pensate in vista del Ponte, ma altrettanto inutili e forse ancora più dannose del “mostro sullo Stretto”.
Un delirio di svincoli, raddoppi, gallerie, varianti e viadotti che dovranno collegare il casello del Ponte alle strade ed alla ferrovia della città, e raddoppiare le corsie in previsione di un aumento del traffico che non ci sarà. Già da sole, le opere correlate trasformeranno l’area dello Stretto in un immenso cantiere per un tempo indefinito. Nessuno crede ai sette anni promessi da Ciucci, basta vedere l’esempio dell’ammodernamento della Salerno – Reggio Calabria, gestito da Anas ed in parte da Impregilo, avviato nel 1990, costato 17 volte di più, perennemente “infiltrato” da tutti i clan di camorra e ‘ndrangheta presenti lungo il tracciato.
Intanto prosegue il “sacco edilizio” della città di Messina. E’ stato approvato il progetto per il Tirone, unico quartiere storico sopravvissuto al cataclisma del 1908. Un parcheggio sotterraneo da 1400 posti su 6 piani, l’ennesimo centro commerciale e tanti nuovi palazzi potrebbero eliminare l’ultimo residuo di centro storico. Le mura che hanno resistito alle scosse del grande terremoto rischiano cento anni dopo di crollare di fronte alla furia dei palazzinari e del partito del cemento.