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19 marzo 2008

SIBARI: NASCE IL “COMITATO CONTRO LEFFERRITI DI ZINCO”

Ferriti di zinco, inquinamento ambientale della Sibaritide e bonifica del territorio: di questi temi si è discusso durante l’incontro svoltosi a Sibari l’11 marzo scorso in un appuntamento voluto dal Gruppo Regionale di Rifondazione Comunista e dai movimenti del territorio.
Al dibattito, coordinato da Tullio Schifino, Assessore all'Ambiente della Comunità montana Alto Jonio, hanno partecipato Rocco Tassone e Angelo Broccolo, rispettivamente dirigente regionale e segretario provinciale di Rifondazione Comunista, l’avvocato D’Ambrosio, che tutela le parti interessate nel giudizio in corso presso il tribunale di Castrovillari, i sindaci di Francavilla Marittima, di Cerchiara di Calabria e di Alessandria del Carretto.
Incomprensibile e ingiustificata è stata l’assenza di rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Cassano, fatta salva la fugace presenza dell'assessore all'Ambiente Roberto Bruno che, invitato dal coordinatore dei lavori a dire la sua, sulla questione ha preferito non intervenire.
Durante il dibattito sono state evidenziate le inefficienze di chi doveva operare per risolvere la drammatica situazione ambientale in cui versa il nostro territorio in seguito allo sversamento/interramento illecito di ferrite di zinco provenienti dall’ex Pertusola Sud operante nell’area industriale di Crotone.
Le popolazioni della Sibaritide, in particolare quelle dei comuni di Cassano-Sibari, Francavilla M.ma e Cerchiara di Calabria, luoghi dove sono stati rinvenuti i giacimenti di ferrite di zinco, non hanno avuto ancora alcuna risposta precisa sulla bonifica del territorio. Non si capisce perché, sebbene l'inchiesta sia partita da oltre dieci anni, a tutto oggi nessuna bonifica né un'individuazione esatta del numero dei siti inquinati e delle quantità di ferriti di zinco sepolta nel territorio è stata prodotta dalle Autorità competenti.
Nella discussione sono emersi dati inquietanti secondo i quali in tutta la Sibaritide, e a Sibari in particolare, ci sarebbero valori dei metalli pesanti (zinco, arsenico, cadmio, rame, piombo e mercurio), di cui le ferriti si compongono, fuori dalla norma.
Gli effetti prodotti sulla salute umana sono allarmanti e i decessi per tumore hanno avuto un incremento significativo: per questa patologia, secondo il Ministero della Sanità, il dato su base nazionale è pari a 4 decessi ogni 1000 abitanti mentre nella Sibaritide si registra un valore pari al doppio, cioè 8 morti ogni 1000 abitanti!!! Ciononostante, vi sono ancora alcuni giacimenti che continuano ad essere non messi in sicurezza, la bonifica tarda a partire e un’indagine epidemiologica non è stata mai fatta.
Al dibattito è intervenuto anche il Sottosegretario all’Ambiente, Laura Marchetti, che ha manifestato tutto il suo disappunto per la mancata bonifica dei siti nonostante un finanziamento di ben 20 milioni di euro.
L’incontro si è chiuso con la nascita del “COMITATO CONTRO LE FERRITI DI ZINCO” che, oltre ad avviare azioni di sensibilizzazione sulla questione, parteciperà alle audizioni della Commissione regionale competente per difendere e tutelare i diritti dei cittadini della Sibaritide. Il comitato, composto da tutti i Sindaci del territorio interessato, ma anche da cittadini che hanno manifestato la loro volontà di aderire, è presieduto da Giuseppe Carrozza. Per aderire e/o per informazioni, il comitato è contattabile a questo indirizzo di posta elettronica: sibarisos@libero.it.