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12 luglio 2010

IL CASTELLO È DEL POPOLO SANLORENZANO - LETTERA APERTA A MISTER GIBSON

Caro Mister Gibson, le volevo rendere noto che la stragrande maggioranza della comunità di San Lorenzo del Vallo è contraria alla vendita del castello. Nessun fatto personale. Il castello non deve essere venduto né a lei né a nessun altro.
La scelta di vendere il castello è una proposta unilaterale del sindaco Luciano Marranghello, quale conseguenza del suo fallimento politico, economico, culturale, sociale e direi anche personale. Ha indebitato il Comune ed ora, quale rivalsa economica e politica, cerca lo “scoop” con la vendita del castello. Il sindaco Marranghello ha già venduto il campo sportivo, il mattatoio ed i terreni comunali, ha sperperato il danaro pubblico con feste e festicciole, ha denunciato i cittadini (perdendo tutti i processi), ha rimosso e riammesso dipendenti e funzionari comunali, ha ridotto le strade del Comune come un colabrodo (vi sono buche che vi entra dentro anche un bambino), ha distrutto la cultura (non ha riaperto la biblioteca, ha sgomberato la sede dell’Associazione “Il Castello”, ecc.), vuole impiantare un inceneritore nella zona agricola di Fedula (Frazione di San Lorenzo del Vallo).
Mister Gibson lei deve sapere che il Castello di San Lorenzo del Vallo non ha alcun giardino. È vero che è situato in una zona paesaggistica, tra il Monte Pollino, il Mar Jonio, il Mar Tirreno e la Piana di Sibari ma è altrettanto vero che il nostro territorio è quotidianamente bombardato da: ferriti di zinco seppelliti sottoterra (Cassano Jonio, Cerchiara di Calabria), navi dei veleni (Mar Tirreno), elettromagnetismo (15 antenne solo nel circondario di San Lorenzo del Vallo), polveri che cadono dal cielo provenienti dal sansificio di Tarsia, diossina disseminata dappertutto causata da un incendio in una fabbrica di gomme, discariche abusive e spazzatura varia. L’antenna per telefonia mobile ubicata al cimitero, in particolare, per molti anni ha fatto saltare la meccanica degli spremitoi elettrici (altro che fare colazione con il latte appena munto dalle vacche).
Caro Mister Gibson, i movimenti sociali e culturali di cui mi onoro di essere stato il coordinatore, hanno portato avanti lotte e battaglie per valorizzare il Castello e per rivendicare che lo stesso non deve essere venduto a nessuna condizione. Il Castello rappresenta la nostra storia, le nostre radici. I potenti del tempo (1600-1700), gli Alarcon-Mendoza-Della Valle che utilizzarono il Castello per la loro residenza, ebbero comportamenti da despota. Pensi Mister Gibson che se un cittadino di San Lorenzo si permetteva di tagliare la legna nella proprietà dei potenti veniva arrestato e rinchiuso nelle prigioni ricavate al pianterreno del Castello. Il rilascio del prigioniero avveniva solo se la propria moglie si concedeva al potente di turno. Oggi qualcuno ha recepito i loro insegnamenti e attraverso metodologie e tematiche diverse, si comporta allo stesso modo.
Il Castello deve essere valorizzato in funzione della riscoperta culturale e sociale della libertà quale luogo di dibattito, spazio di discussione e aggregazione sociale. Dunque, il Castello è del popolo e del popolo deve rimanere ad ogni costo.
Caro Mister Gibson qui siamo tutti arrabbiati; infatti, in paese si dice che si sta preparando una manifestazione di protesta che dovrà coinvolgere tutta la gente della Calabria poiché il Bene Culturale in questione è stato dichiarato Monumento Nazionale e quindi è interesse di tutti che il Castello resti di proprietà pubblica e non privata.
Ecco Mister Gibson ora che sa la verità potrà scegliere se venire ad abitare a San Lorenzo del Vallo o restare in America.
Vincenzo Giordano
(già Coordinatore del “Comitato Civico pro Castello” e
Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Il Castello”).
N. B.: ho comunicato questa lettera via e-mail all'attore Mel Gibson presso la sua casa produttrice di Beverly Hills.