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Sito denuclearizzato

24 aprile 2008

25 APRILE: FESTA DELLA LIBERAZIONE. IL RICORDO DI ENZO BIAGI.


Il 25 aprile rappresenta un giorno fondamentale per la storia italiana. In questa giornata si ricorda l’anniversario della rivolta armata partigiana e popolare contro le truppe di occupazione naziste tedesche e contro i loro fiancheggiatori fascisti della Repubblica Sociale.
Il 25 aprile del 1945 segna il culmine del risveglio della coscienza nazionale e civile italiana impegnata nella riscossa contro gli invasori e come momento di riscatto morale di una importante parte della popolazione italiana dopo il ventennio di dittatura fascista.
È solo grazie al sacrificio di tanti giovani partigiani che, pur appartenendo ad un ampio ed eterogeneo raggruppamento, si ottenne la liberazione dell’Italia dalla dittatura. La resistenza partigiana antifascista, combattendo al fianco dei soldati Alleati, riscattò l’onore e la dignità del nostro Paese aprendo una nuova era di Pace.

Il ricordo del compianto Enzo Biagi sul 25 aprile nell’era berlusconiana.

Ho raccontato più volte che il periodo della mia vita di cui vado fiero non è stato quando facevo il direttore e neanche quando mi premiavano per il mio lavoro, ma sono stati i quattro mesi in cui ho fatto il partigiano.
Il 25 aprile del 2005 a Milano, la città medaglia d’oro per la Resistenza, che ha dato con il suo circondario, per la Liberazione oltre 4000 caduti tra i quali 2525 partigiani, in occasione del sessantesimo anniversario, c’è stata una grande manifestazione, oserei dire una grande festa, con la presenza del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. C’era anche il senatore Arrigo Boldrini, comandante Bulow, medaglia d’oro al valor militare. Nel suo breve discorso ci sono due frasi che interpretano il significato del giorno del ricordo: “L’antifascismo e la sua unità riscattarono la nazione dal male assoluto che l’aveva colpita e soggiogata determinando il percorso della rinascita sancito nella Costituzione del 1948. La nuova Italia, nata dalla tragedia della guerra mondiale, provocata dalle dittature nazifasciste, trova le sue radici nel sacrificio di quei combattenti e di tutti i perseguitati, torturati, sterminati nei campi di concentramento e nelle carceri di regime.” Sottoscrivo.
Nei cinque anni di governo del centrodestra, mai una volta Silvio Berlusconi si è fatto vedere in piazza il 25 aprile, mai una parola dedicata agli antifascisti, d’altra parte governare con gli eredi di Mussolini ha un prezzo che si deve pagare. Comunque, il Cavaliere, in piedi sul palco a Milano in piazza del Duomo, al fianco di partigiani come Ciampi, Boldrini e poi Tina Anselmi, Oscar Luigi Scalfaro, […] Giorgio Bocca […] e i compianti Luigi Pintor e Aldo Aniasi, sarebbe stato ridicolo nonostante il ruolo istituzionale.
Ho scritto spesso della guerra partigiana, della Liberazione e ho raccontato storie di donne con un coraggio da leone che hanno sfidato fascisti e nazisti. Una era Irma, figlia di una famiglia benestante, allegra, generosa, mai un eccesso, sempre molto ubbidiente. Era cresciuta coltivando ideali democratici, studiava all’università. Quando l’Italia entrò in guerra poteva sfollare come fecero in tanti in attesa della fine del conflitto. Lei no, rimase e cominciò a frequentare gli ambienti antifascisti e dopo l’8 settembre ’43, quando bisognava decidere da che parte stare, lei scelse quella della libertà, della giustizia sociale, di lottare contro i nazisti che occupavano l’Italia e contro i fascisti che li aiutavano a tenerla occupata. Andò con i partigiani entrando in un Gap[1] di Bologna. Fu staffetta e combattente, portava ordini, armi, informazioni e l’unica difesa era l’astuzia. Le istruzioni erano quelle di non far conoscere a nessuno il suo lavoro. “La famiglia, gli amici, devono pensare che svolgi una regolare professione”, le aveva ordinato il comandante, “devi avere sempre pronta una giustificazione nel caso che fossi fermata lungo il tragitto e soprattutto, se ti catturano, non parlare mai e non rivelare i nomi dei compagni.” È quello che fece Irma, anzi Mimma, questo fu il suo nome da partigiana. Non parlò per sette giorni nonostante le sevizie e le violenze dei nazifascisti.
Poi il 14 agosto, ancora viva, fu portata sotto la casa dei genitori e quel fascista grande e grosso che non riusciva a farle aprire la bocca neanche per un gemito, guardandola per l’ultima negli occhi, quegli occhi che per sette giorni lo avevano sfidato con disprezzo, le chiese di fare i nomi dei partigiani in cambio della vita. In risposta ebbe il suo sorriso, quel sorriso che è in quella foto incorniciata dal filetto dorato sul Sacrario[2] nella piazza di Bologna e che non sarà mai dimenticato. Una raffica di mitra ruppe il silenzio del Meloncello[3], quei colpi echeggiarono per i tre chilometri di portici che arrivano sino alla Basilica di San Luca. Oggi in quel luogo c’è una lapide dedicata a Irma Bandiera: “Il tuo ideale seppe vincere le torture e la morte. […]
In occasione del sessantesimo anniversario della Liberazione, se avessimo avuto la possibilità di fare la televisione, avremmo realizzato uno Speciale il Fatto. Lo avremmo costruito usando la mia voce fuori campo, cercando di far vivere al telespettatore l’avvenimento come se stesse accadendo in quel momento. Non avremmo parlato di quello che è accaduto il 25 aprile, lo abbiamo fatto tante volte e ci sono i telegiornali per questo: il nostro lavoro avrebbe raccontato quello che è successo a partire dal giorno dopo, dal 26 aprile 1945.
Prendendo spunto da un articolo che scrissi tanto tempo fa il titolo del programma poteva essere: “Cronache di un incubo che muore.”
[…]
Sono sempre andato in onda su RaiUno e se mai qualcuno mi dovesse chiedere di tornare, lì dovrebbero stare di casa le mie trasmissioni, anche se in questi anni ho detto a Loris che l’unica rete per la quale avrei lavorato è RaiTre. È quella che mi assomiglia di più. Penso che questo programma si potrebbe ancora fare per la rete diretta da Paolo Ruffini, ma non mi faccio illusioni.
(Enzo Biagi, Quello che non si doveva dire, Milano, 2006)

22 aprile 2008

22 APRILE: LA GIORNATA DELLA TERRA

Oggi in tutto il mondo si celebra la Giornata della Terra, appuntamento che si ripete ogni anno dal lontano 1970 quando Gaylord Nelson, senatore del Wisconsin, mobilitò 20 milioni di americani per una gigantesca dimostrazione in favore dell'ambiente.
Per tale occasione, la Nasa che celebra ha voluto mostrare alcune delle immagini della Terra vista dallo spazio.
Vai alla galleria cliccando su http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/foto-nasa/1.html

17 aprile 2008

NEWS: NASCE IN CALABRIA UN MUSEO DEDICATO AI RIFIUTI

Sara la Calabria ad avere il “Museo dei rifiuti”, il primo in Europa che affronterà le tematiche della raccolta e dello smaltimento. L'iniziativa è stata promossa dalla Regione che ha bandito un concorso per l'ideazione, progettazione e realizzazione del museo.
Sarà una struttura all'interno della quale si partirà dalla tematica dei rifiuti per poi affrontare tutto il tema ambientale.
Per la sua realizzazione saranno investiti 700mila euro e l'area destinata al museo è stata individuata nella sede dell'Università della Calabria. I potenziali utenti del museo, secondo il Dipartimento politiche dell'Ambiente della Regione Calabria, saranno le scuole, le famiglie, le istituzioni ed agenzie educative, operatori ed esperti del settore.
Si è deciso di affrontare con un nuovo approccio culturale il tema dei rifiuti, il loro recupero e le politiche relative alla raccolta differenziata. Il museo realizzerà anche attività di laboratorio, attività manuali e scientifiche, dimostrazioni di processi produttivi, casi di studio ed esposizioni di vita quotidiana.

CRIMINALITÀ AMBIENTALE & TRAFFICI ILLECITI 2 - Rifiuti: un far-west senza fine.

Ecomafie, criminalità ambientale e traffici illeciti: sono più o meno sempre queste, da qualche anno a questa parte, le parole d’ordine che compaiono puntualmente nelle cronache italiane quando si parla dello smaltimento illegale di rifiuti.
Parole poco rassicuranti che però rendono bene l’idea di un settore, quello della gestione dei rifiuti, anche pericolosi, che è da molti anni in un imbarazzante caos. E in molte aree d’Italia, c’è la morsa della criminalità organizzata spesso alimentata dall’eccessiva leggerezza di imprenditori furbi, che affidano i loro rifiuti a operatori a dir poco improbabili. Non a caso, la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti nella “Relazione finale al Parlamento” sollecita gli organi del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dell’Industria affinché procedano ad un’ampia e stringente indagine sui rifiuti speciali, la loro quantità complessiva, i loro flussi, le loro modalità di smaltimento secondo le tipologie e l’accertamento delle quantità realmente smaltite e/o recuperate, con particolare attenzione ai rifiuti pericolosi.
Il quadro descritto nella Relazione è allarmante.
In taluni distretti la situazione si presenta grave riguardo alle violazioni della normativa sullo smaltimento dei rifiuti e, gli illeciti ed i traffici, sono anche transfrontalieri. L’Italia continua ad essere percorsa in lungo e largo da Tir pieni di rifiuti speciali, spesso pericolosi, smaltiti in cave dismesse o in discariche improvvisate ma anche in terreni o aziende agricole e in impianti di produzione di laterizi. Diversi milioni di tonnellate di veleni che dalle arre industriali del Nord Italia finiscono “tombati” nei terreni di mezza Italia: nel casertano ma anche in altre regioni, come l’Umbria o la Sardegna.
Imprenditori, faccendieri e mediatori sono attivamente impegnati nell’organizzazione del traffico illecito, dal Nord al Centro-Sud d’Italia, di rifiuti speciali e pericolosi.
C’è poi il traffico, anomalo, di numerosissimi vagoni ferroviari pieni zeppi di rifiuti sanitari per tutta Italia: 37 vagoni a Foggia, 10 a Falconara (An), 50 a Bologna e 17 a Forlì (secondo i dati relativi ai sequestri operati dalle forze dell’ordine). Un girovagare pericoloso di rifiuti speciali, anche infettivi, provenienti da mezza Italia e diretti all’inceneritore di San Nicola di Melfi (Pz) (…che, però, deve smaltire solo i rifiuti prodotti in regione!).
La gestione illecita del ciclo dei rifiuti interessa anche gli appalti dei rifiuti urbani che, nella maggior parte dei casi, risultano gestiti da presunti affiliati alle consorterie mafiose. Con la privatizzazione dei servizi ambientali, lo smaltimento dei rifiuti soldi urbani è divenuto un business da mezzo miliardo l’anno, gestito in regime di monopolio dalla criminalità organizzata in molte aree del Paese.
Ma uno dei nuovi business del futuro per la criminalità ambientale riguarda le bonifiche dei siti contaminati. In questo ambito gli interessi economici dell’ecomafia traggono giovamento sia dalle situazioni di emergenza, rendendo disponibili aree per lo stoccaggio temporaneo, sia dalle attività ordinarie incuneandosi nel meccanismo dei lucrosi appalti che conseguono alle operazioni di bonifica dei siti contaminati, al trasporto e allo smaltimento. Del resto quando arrivano i finanziamenti su importanti opere pubbliche, il rischio di infiltrazione negli appalti da parte del crimine organizzato è sempre alto. E, dove c’è il rischio di infiltrazione mafiosa, dopo i disastri ambientali procurati dall’ecomafia e dalla criminalità ambientale, i soldi pubblici rischiano di finire nelle tasche dei “soliti noti” (…così al danno segue la beffa!).
Concludo con la stima del mercato illegale relativo alla gestione dei rifiuti: 2,6 miliardi di euro l’anno, un’autentica vergogna che minaccia la sicurezza ambientale del nostro Paese e la salute di molti cittadini.

(Fonte: Legambiente / Rapporto Ecomafia)

15 aprile 2008

POLITICHE 2008 - CHI DIFENDERÀ LE RAGIONI DELLA CALABRIA

Pubblichiamo l'elenco degli eletti per la regione Calabria ricavato sui dati ufficiosi del Ministero dell’interno (...l’elenco è fatto sull'ordine di presentazione delle liste, quindi non tiene conto delle candidature multiple e delle conseguenti opzioni...).

Al Senato risultano eletti:
 per IL POPOLO DELLA LIBERTÀ - Palma Nitto Francesco, Valentino Giuseppe, Gentile Antonio, Speziali Vincenzo, Bevilacqua Francesco, Caligiuri Battista
 per il PARTITO DEMOCRATICO - De Sena Luigi, Bruno Francesco Franco, Mazzuconi Daniela, Bianchi Dorina

Alla Camera dei Deputati – Circoscrizione CALABRIA - risultano eletti:
 per l’UNIONE DI CENTRO - Casini Pier Ferdinando, Naro Giuseppe (ma dovrebbero lasciare a favore di Tassone Mario e Occhiuto Roberto)
 per il MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA ALL. PER IL SUD - Lombardo Raffaele (subentra Belcastro Elio Vittorio)
 per IL POPOLO DELLA LIBERTA - Berlusconi Silvio, Fini Gianfranco, Nucara Francesco, Versace Santo, Dima Giovanni, Pittelli Giancarlo, Santelli Jole, Napoli Angela, Golfo Consolata Lella, Galati Giuseppe, D'Ippolito Ida (ma dovrebbero subentrare Traversa Michele e Foti Antonino)
 per il PARTITO DEMOCRATICO - Minniti Domenico Marco, Villecco Calipari Rosa Maria, Oliverio Nicodemo Nazzareno, Laratta Francesco, Lo Moro Doris, Laganà Maria Grazia Fortugno (dovrebbe subentrare Marini Cesare)
 per ITALIA DEI VALORI - Di Pietro Antonio (subentra Misiti Aurelio Salvatore).