Tutela dell’ambiente e della salute umana, qualità della vita e diritti dei cittadini di Sibari: questi sono i temi trattati in questo blog. Le notizie e tutto il materiale pubblicato possono essere utilizzate da chiunque ne abbia la necessità, ovviamente con l'obbligo di citarne la fonte. Lo spazio è aperto al contributo di tutti i visitatori che hanno qualcosa da raccontare o semplicemente da segnalare (...scrivici...).
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Sito denuclearizzato

7 aprile 2010

NOSTRA PATRIA È IL MONDO INTERO…- DAL LAZIO ALLA SICILIA ESPERIENZE DI LOTTA AL CONFRONTO

Al povero puoi rubare tutto, tranne i sogni (Antico detto africano). Così chiude il suo intervento Kalifa, uno dei lavoratori africani di Rosarno, deportato a Roma dopo i fatti del 7 gennaio, che sopravvive da due mesi senza lavoro con l'aiuto di strutture di base cittadine.
Al povero puoi rubare tutto, tranne i sogni. Il sogno di essere liberi, di determinare la propria vita, di tornare liberamente dalla propria famiglia in Africa senza vincoli legati ai documenti che immobilizzano. Il sogno di lavorare dignitosamente per poter inviare loro quel po’ di denaro che consente di sopravvivere alla miseria e alle malattie. Il sogno di vivere senza doversi guardare le spalle quando si cammina per strada, di dormire in un letto e non su uno scatolone di fortuna alla stazione... Il sogno di poter avere dei semplici desideri…
Dopo i fatti di Rosarno, la vasta, tragica, sommersa realtà della manodopera immigrata impiegata strutturalmente nelle campagne d’Italia non è più una condizione nota a pochi. La situazione in Calabria, Puglia, ma anche nelle piane del Lazio, nelle stalle della Lombardia e del Veneto si ripropone in Andalusìa per le fragole, o in Francia, nella Bouche du Rhone. Meccanismi simili perché è simile il modello agricolo: un'agricoltura industriale volta al massimo profitto sostenuta e incoraggiata da mezzo secolo di politiche pubbliche.
Possiamo pensare che non ci riguardi, se decidiamo di ignorare le condizioni in cui vengono prodotti i pomodori, le zucchine, le arance che compriamo sui banchi del supermercato; se decidiamo di non domandarci a chi va quell’euro e mezzo che paghiamo per un chilo d’arance tarocco, quando le stesse vengono pagate 20 centesimi ai produttori. Ancora meglio, la spremuta a un euro potrebbe sembrarci meno conveniente se sapessimo che i frutti da cui viene prodotta vengono acquistati dai grossisti a 5 centesimi. Più del 600%, di tanto aumenta il valore di un frutto quando passa dal produttore agli scaffali delle grandi catene di distribuzione. Intanto noi compriamo e così alimentiamo una circuito di sfruttamento che strozza i piccoli produttori al punto di renderli aguzzini, servi delle organizzazioni mafiose e carnefici verso i più deboli, i braccianti del nuovo millennio, ultimo anello di questa lunga catena. Compriamo e foraggiamo chi, forte del monopolio e coperto da leggi razziste, compra a basso prezzo il sangue e il sudore dei lavoratori immigrati.
La solidarietà che ha circondato i lavoratori africani linciati e deportati da Rosarno non può fermarsi all’aiuto materiale, né contentarsi della lotta per la regolarizzazione. È necessario affrontare i nodi strutturali della questione, in una prospettiva di lotta che coniughi lo sviluppo democratico e partecipato di quei territori con la dignità di lavoratori che devono poter affermare i propri diritti.
Rosarno non è un caso. Rosarno è un sistema di fronte al quale non basta scandalizzarsi ma è necessario reagire, organizzarsi, lottare. Insieme: lavoratori delle campagne, immigrati e italiani, piccoli produttori indipendenti e consumatori delle metropoli.
Che risposte collettive possono essere date nei diversi territori?
Come possiamo mettere in rete le nostre esperienze e le nostre idee per disarticolare la gerarchia etnicizzata del lavoro che contempla l'esistenza di fasce totalmente prive di tutele e diritti?
Come rompere ovunque il muro di silenzio che circonda queste vite ridotte a braccia, senza testa e senza dignità, e che garantisce il loro sfruttamento?
Mettiamo in relazione le nostre esperienze e i nostri sforzi perché le realtà solidali nei vari territori, già attive da anni per dare un minimo sostegno ai lavoratori supersfruttati come gli africani di Rosarno, non restino isolate e impotenti
Costruiamo un terreno comune di intervento e di lotta
PARLIAMONE INSIEME SABATO 10 APRILE CON:
- Assemblea dei lavoratori africani di Rosarno a Roma
- Enrico Pugliese, Docente di Sociologia del Lavoro, Università La Sapienza di Roma
- Consorzio EquoSud di Gallico, Reggio Calabria
- La Rete Migranti della provincia di Reggio Calabria
- Alcuni lavoratori africani di Castel Volturno
- Centro Jacob, Foggia
- Laboratorio Zeta, Palermo
- Redazione veneta del Primomaggio - Foglio per il collegamento tra lavoratori, precari e disoccupati

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:
Alle 16:00 – Reading di Mambaye Diop
a seguire - incontro pubblico con l’ALAR – Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma
Aperitivo calabrese e CENA SUB-SAHARIANA
Alle 21:00 – video-proiezioni
Alle 21:30 - CONCERTO CON MADYA DIEBATE (griot e maestro di Kora)
A seguire - dj set Radio Africa (Onda Rossa – 87.9FM) e TP Africa (Popolare Roma 103.3 FM)

Sottoscrizione a sostegno della Cassa di Mutuo Soccorso per i lavoratori africani di Rosarno a Roma
Nostra patria è il mondo intero, nostra legge la libertà
promuovono:
Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Rma - alar.noblogs.org
Osservatorio antirazzista Pigneto Tor Pignattara - www.6antirazzista.net
Comitato di Quartiere Pigneto Prenestino – www.lapigna.info
Csoa exSnia - www.exsnia.it
Campagna “Non uno di meno”

Per contatti: alar@inventati.org - www.alar.noblogs.org

CSOA eXSnia - VIA PRENESTINA 173 tram 5, 14, 19 - bus 81, 810, 12N

3 aprile 2010

AL VIA IL REFERENDUM NAZIONALE PER L'ACQUA PUBBLICA

Venerdì 9 aprile ore 18:00 - C.S.O.A. “A.Cartella”, via Quarnaro I, Gallico, Reggio Calabria
Sabato 10 aprile ore 17:30 presso Caffé Letterario "Il Galeone", Spezzano Albanese, Cosenza
NO all’acqua privata
SÌ al diritto all’acqua per tutti
Doppio appuntamento calabrese per Corrado Oddi del Forum Nazionale

A partire dal mese di aprile, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua lancia una nuova sfida ai padroni dell’acqua: una grande campagna di raccolta firme per la promozione di tre referendum abrogativi delle norme che hanno privatizzato l’acqua.
È necessario che anche in Calabria, come nel resto d’Italia, si crei un fronte ampio per contrastare le politiche di privatizzazione e per costruire una radicata e diffusa campagna referendaria: per questo invitiamo tutto il popolo dell’acqua, dalle associazioni dei consumatori alle associazioni ambientaliste, dal mondo cattolico e religioso ai movimenti sociali, dal mondo sindacale alle forze politiche, tutte e tutti a sostenere questa nuova battaglia.
Per illustrare i quesiti referendari e per promuovere la nascita di comitati territoriali il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” ha organizzato un doppio appuntamento cui parteciperà Corrado Oddi del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri"

FIRMA L'APPELLO A SOSTEGNO DEI LAVORATORI AFRICANI DI ROSARNO!

Ogni anno, in autunno, fino a buona parte dell’inverno, migliaia di lavoratori stagionali, prevalentemente africani, arrivano a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, per la raccolta degli agrumi. Clandestini o regolari, rifugiati o richiedenti asilo, tutti si radunano nel cuore della piana di Gioia Tauro, 2000, forse 3000, ogni anno, da almeno vent’anni.
Il 7 gennaio 2010, a Rosarno, alcuni lavoratori africani vengono presi di mira con un fucile ad aria compressa, sparati da una macchina di passaggio come fossero belve da colpire durante un safari. Ne segue una rivolta che segnerà il punto di non ritorno di una spirale che per tre giorni, a Rosarno, sfiorerà la guerra civile.
Italia, Europa, 8 gennaio 2010 il Governo della Repubblica deporta migliaia di persone dal proprio luogo di vita e lavoro, solo in base al colore della pelle, e dichiara Rosarno off limits per la gente di colore.
Disperse, senza neppure i pochi beni che hanno dovuto abbandonare, senza casa, senza soldi, senza lavoro, senza diritti, invisibili e inermi, queste persone vagano oggi per le città d’Italia, esposte al freddo e alla fame, senza nessuna prospettiva.
Un centinaio di loro si trovano a Roma. Ospiti di alcune realtà di movimento, hanno costituito la prima Assemblea dei lavoratori africani di Rosarno a Roma.
La regolarizzazione prima di tutto! Questo chiedono, questo devono ottenere.
Dare loro accoglienza. Combattere con loro per il diritto ad esistere, il diritto ad avere diritti.

Approfondimenti su www.6antirazzista.net

Per firmare l'appello, clicca sul banner inserito in alto a destra.

22 marzo 2010

LA STRAGE DI PALME A SIBARI.

Continua l’allarme per le palme di Sibari. La dilagante malattia che le ha colpite, colpevole il “punteruolo rosso”, piccolo e vorace coleottero, ha messo in ginocchio il patrimonio pubblico e privato di piante del nostro territorio.
Poche le palme salve ma, a dire degli esperti, per ogni pianta che manifesta i sintomi, ce ne sono altre due già malate ma ancora asintomatica.Al momento, purtroppo, non esistono rimedi risolutivi per bloccare la diffusione dell’insetto; l’unica possibilità di contrasto è l’immediato abbattimento delle palme colpite da smaltire, poi, correttamente nelle discariche autorizzate.
La questione, già nota e denunciata anche da altri siti (www.sibari.info), però sembra interessare poco e nessun intervento è stato ancora fatto al fine di contrastare la diffusione dell'insetto.
Da alcune segnalazioni certe, sembra che qualche cittadino abbia provveduto ad eradicare le piante di palma infestate ricadenti nelle aree di proprietà … ma nulla sappiamo sul loro corretto smaltimento.
Intanto, a Sibari vi sono piante malate ubicate in area urbana che rappresentano un pericolo per l'incolumità dei cittadini.
Di queste chi deve occuparsene?
… Forse il Comune?

13 marzo 2010

SI AI PANNELLI SUI TETTI MA NON PERTUTTI

Pubblichiamo la nota inviataci da un nostro lettore sul progetto presentato dalla minoranza di Montegiordano in consiglio comunale, il quale è stato bocciato senza motivazioni valide.

Avere uno stipendio, un conto in banca con l’accredito, un garante, avere la possibilità di anticipare qualche migliaia di euro, accollarsi economicamente rischi connessi a simili operazioni…
Questi, in sintesi, per il Sindaco di Montegiordano e la sua maggioranza, i presupposti per affacciarsi a ciò che forse appare un futuro fantastico, alle energie alternative, nel particolare, al foto-voltaico. Il Sindaco e i suoi consiglieri mostrano di essere favorevoli al foto-voltaico, ma solo per chi ha la possibilità di indebitarsi o di investire capitali propri, può giovare di una possibilità di risparmio.
Di conseguenza arriva puntuale la solenne bocciatura da parte della maggioranza, in seno al consiglio comunale di Montegiordano, tenutosi il giorno 9 del mese di marzo, della proposta di adesione al progetto “100 Tetti Sotto il Sole”. La minoranza, incredula, ribadisce l’indiscutibile risultato della realizzazione di esso:l’azzeramento dei costi sulla bolletta Enel sfruttando l’accumulo di energia solare sui tetti delle proprie abitazioni.
La possibilità, garantita a tutta la popolazione, agevolerebbe soprattutto le fasce più deboli, chi non ha la possibilità di contrarre un prestito, chi non ha un lavoro stabile, i pensionati, i disoccupati, le famiglie monoreddito.
Questa mancanza di assoluta sensibilità da parte di una maggioranza che si definisce di sinistra e poi nega una ormai diffusa opportunità per le famiglie più disagiate, più povere, più deboli, lascia i consiglieri di minoranza, completamente meravigliati. Si pensi che dal progetto reso reale ne deriverebbe davvero un importante risparmio economico, in media di circa 900 euro l’anno, che per le famiglie significherebbe maggiore reddito.
Dunque per il sindaco di Montegiordano e per la sua maggioranza, tutto è attuabile solo se il cittadino, inteso quindi come un privato, avrebbe la possibilità di acquistare autonomamente i pannelli foto-voltaici, altrimenti, nel caso contrario, pazienza… che continuino a pagare l’energia elettrica!
Alla faccia della solidarietà e delle pure ideologie di sinistra.
Il capo gruppo di minoranza ricorda che il progetto prevedeva, in sintesi, l’azzeramento del costo energetico della bolletta senza alcuna spesa da parte del cittadino, poiché l’investimento, che comprendeva l’installazione chiavi in mano dell’impianto foto-voltaico con tutti gli oneri ed accessori compreso la stipula di una polizza di assicurazione contro l’incendio ed il furto, veniva fatto interamente dalla ditta installatrice dell’impianto la quale veniva ripagata dal contributo del GSE.
Questo avrebbe permesso, soprattutto alle famiglie più deboli, un notevole risparmio economico in quanto, il consumo energetico rispetto al reddito prodotto da una famiglia che vive con circa 1.000 euro al mese, incide circa il 10%.
Il Sindaco, indubbiamente, sa che a Montegiordano ci sono tante famiglie che vivono con un reddito al di sotto della soglia presa a campione. Approvare il progetto avrebbe sicuramente aiutato queste famiglie.
La nota positiva, che fa ben sperare per il futuro, arriva a sorpresa dai banchi della maggioranza, quando, dopo l’intervento del capogruppo di minoranza Introcaso che ha invano speso le ultime parole verso una maggioranza completamente sorda e disinteressata alla valida finalità del progetto, prende la parola il consigliere di maggioranza capo gruppo del partito socialista, la Dott.ssa Carmela Maradei.
Il suo intervento è stato ben articolato e soprattutto onesto ed obiettivo.
Ha spiegato chiaramente che il progetto presentato dalla minoranza va a favore dei cittadini di Montegiordano che non potrebbero permettersi di acquistare un impianto fotovoltaico, ribadendo che questa è una grande opportunità a tutto vantaggio delle famiglie più deboli.
Successivamente, rivolgendosi verso i colleghi di rifondazione comunista, partito che da sempre interpreta il ruolo di paladino e protettore delle classi più disagiate, e che in questa fase ha dimostrato con i fatti l’esatto contrario, chiede meravigliata la motivazione che ha indotto gli stessi alla bocciatura di un progetto che ricalca le impronte della loro stessa fede politica.
Ogni risposta tentata non ha fatto emergere idee o ideali coerenti con la condotta di certe iniziative.
Noi del gruppo di minoranza cogliamo l’occasione per ringraziare la dott.ssa Maradei per la sua sensibilità e attenta valutazione oggettiva della proposta, perché ha saputo mettere da parte l’aspetto della faziosità politica per scegliere in piena libertà di agire per il bene di Montegiordano.
Per il gruppo di minoranza questa non è assolutamente una battaglia persa. Ci riteniamo intanto vicini alle famiglie che purtroppo a causa di questa bocciatura del progetto ‘100 Tetti Sotto il Sole’, non potranno usufruire dei benefici economici sopra descritti, sicuramente a breve si prevede una manifestazione sull’eco-sostenibilità di carattere prima informativo e poi di protesta contro questa maggioranza che vuol essere tutt’altro che collaborativa e fattiva.