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Sito denuclearizzato

22 novembre 2007

SOTTOPASSI DELLA VERGOGNA: L’AMMINISTRAZIONE GALLO “RISPONDE CON IL SILENZIO” E DISORIENTA TUTTA LA COMUNITÀ SIBARITA

I cittadini hanno denunciato una situazione di gravità che doveva essere subito considerata ma l’Amministrazione Gallo “risponde con il silenzio” e disorienta tutta la comunità sibarita. Sibari vuole essere tutelata e chiede al Sindaco Gallo di rigettare il progetto dell’Ente Ferrovia dello Stato, proseguendo nella linea adottata dalle precedenti Amministrazioni.

Sono quindici giorni ormai che il Comitato “Salviamo Sibari” ha depositato in Municipio circa 1200 firme a sostegno della petizione popolare contro l’ipotesi di un sottopasso ferroviario. Milleduecento cittadini, pari ad 1/3 circa dell’intera popolazione di Sibari, hanno detto “NO” alla costruzione del sottopasso.
Tale evento, in una qualunque realtà italiana, avrebbe provocato l’immediato interesse degli Amministratori locali e del Sindaco. Ma non tutti gli Amministratori hanno la stessa sensibilità e non tutti i Sindaci riescono a schierarsi.
E’ così che nessuna parola, nessun commento, nessuna reazione, viene abbozzata e con filosofia attendista si aspetta che passi la bufera e che si allentino le tensioni.
E’ anche vero che tale pratica si è mostrata vincente, in più occasioni, anche su Sibari, ma la sensibilità non si misura: o ce l’hai e la usi in modo naturale o non ce l’hai.
Gli amministratori locali, tranne qualche rara eccezione, ed il Sindaco di Cassano all’Jonio hanno dimostrato, di fronte a milleduecento cittadini elettori, di non avere alcuna sensibilità riguardo al problema dei sottopassi, preferendo il silenzio al confronto civile e pacato.
Il Comitato Popolare, che ha promosso la raccolta delle firme, si aspetta allora, in termini brevissimi, la presa d’atto dell’istanza ed eventualmente un incontro con la popolazione.

(COMUNICATO STAMPA del 22 novembre 2007 - SALVIAMO SIBARI… Comitato popolare contro i sottopassi)

9 novembre 2007

SOTTOPASSI DELLA VERGOGNA: DEPOSITATE LE FIRME RACCOLTE PER LA PETIZIONE...IN 1146 DICONO "NO AL PROGETTO DI RFI"

Sono state depositate presso il Comune di Cassano All’Ionio, in data odierna, n° 1146 (millecentoquarantasei) firme di Cittadini contrari alla costruzione dei sottopassi ferroviari a Sibari.
La raccolta e’ stata momentaneamente sospesa per far conoscere con urgenza alle Autorita’ preposte la precisa volonta’ delle popolazioni interessate.
Le firme sono state inviate al Sindaco del Comune di Cassano All’Ionio (Cs), a S.E. il Prefetto della provincia di Cosenza ed alle Ferrovie dello Stato.
La cittadinanza auspica che la petizione possa sortire un effetto positivo e che per la eliminazione dei passaggi a livello ferroviari si individuino altre soluzioni diverse dai sottopassi proposti nel progetto presentato presso il Comune di Cassano All’Ionio.


(COMUNICATO STAMPA del 9 novembre 2007 - SALVIAMO SIBARI… Comitato popolare contro i sottopassi)

LA DISCARICA ABUSIVA SULLE SPONDE DEL RAGANELLO

Eccovi alcune foto che testimoniano la presenza di una discarica abusiva sulle sponde del Raganello a poche centinaia di metri dall’abitato di Sibari.
Una vera e propria montagna di rifiuti pericolosi che anziché essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento, vengono abbandonati e lasciati con incuria al degrado.
In quest’area, ormai da tempo vengono depositati beni di uso domestico e di altra provenienza urbana, ma a volte anche rifiuti speciali provenienti da lavorazioni artigianali o industriali, con un elevato tasso di inquinamento.






Foto di G.V. - nov 2007

8 novembre 2007

RFI, DOPO AVER UTILIZZATO SIBARI COME SITO-DISCARICA PER I VAGONI CONTENENTI AMIANTO, CONTINUA A MORTIFICARE IL SUO TERRITORIO E CHI VI RISIEDE.

Dalle Ferrovie, oggi RFI, tanti disagi per i cittadini di Sibari. In particolare, a subire di più sono quelli che risiedono nel quartiere “dei ferrovieri”, meglio identificato nelle vie Marco Polo, G. da Verrazzano e delle Ferrovie.
La preoccupazione di questi cittadini è motivata dal continuo accumulo e relativa movimentazione di pietrisco che, da oltre un anno, interessa uno spazio di proprietà di RFI ubicato nell’ambito del suddetto quartiere.
L’inquietudine è in continuo aumento, poiché c’è il sospetto che il pietrisco in questione possa contenere sostanze tossiche, più precisamente amianto, le cui polveri, se respirate, provocano un pericoloso tumore alla pleura.
RFI, dopo aver utilizzato Sibari come sito-discarica per i vagoni contenenti amianto, continua a mortificare il suo territorio e chi vi risiede. L’accertata presenza della micidiale sostanza cancerogena nel pietrisco usato in molti siti ferroviari di varie località in Italia, oggi rende opportuna l’immediata sospensione della movimentazione e dell’accumulo del pietrisco finora utilizzato fin tanto che non se ne accerti l’eventuale pericolosità e, in ogni caso, lo spostamento di tali operazioni in aree distanti dal centro abitato.
Ma a RFI evidentemente importa ben poco della salute dei sibariti e del decoro del territorio dove essi vivono. Già in passato RFI ha utilizzato l’area in questione come discarica abusiva di materiale di varia natura e pericolosità e, sempre in quel luogo, fino a poco tempo fa, ha funzionato una fossa settica come fognatura. Che dire poi dello stabile ferroviario adibito a Cinema Teatro che da anni versa in una situazione di degrado vergognosa (…oggi è dimora fissa per tossicodipendenti ed extracomunitari e versa in situazioni igieniche che rendono ancora più drammatica la loro condizione).

Nota - Agli inizi dello scorso mese di luglio, i residenti del quartiere dei ferrovieri, stanchi del continuo viavai di camion e dubbiosi sulla provenienza e salubrità del materiale scaricato, dopo aver informato l’Azienda Sanitaria di competenza ed il Comune, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Castrovillari. In conseguenza di ciò, lo scarico e la movimentazione del pietrisco sospetto è stata sospesa. Da alcune settimane, tali operazioni sono ricominciate ma, questa volta, i camion carichi di pietrisco vengono a scaricare in orari “non sospetti”.