Il Tribunale di Cosenza ha assolto con formula piena perché il fatto non sussiste l’esponente anarchico Vincenzo Giordano.
Era stato rinviato a giudizio perché accusa di diffamazione dal sindaco di San Lorenzo del Vallo Luciano Marranghello.
La denuncia del sindaco era relativa al contenuto di due volantini: uno dal titolo “Strade sporche: continua la protesta degli anarchici” nel quale Giordano polemizzava fortemente contro l’intenzione del primo cittadino di realizzare un termovalorizzatore; il secondo “Beni in vendita, attacco al sindaco” nel quale lo stesso aveva invece messo pesantemente in dubbio la corretta gestione amministrativa dell’attuale maggioranza.
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17 luglio 2009
14 luglio 2009
UNA PIAZZA “VIRTUALE” INTITOLATA ALLE VITTIME INNOCENTI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA.
Sibari SOS e SibarinFestA aderiscono all’iniziativa “La Lunga Marcia della Memoria” (14 - 25 luglio 2009), evento promosso dall’associazione daSud contro le mafie e per i diritti, intitolando simbolicamente una piazza “virtuale” alle “VITTIME INNOCENTI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA”. Leggi altro.
LA LUNGA MARCIA DELLA MEMORIA – 14/25 LUGLIO ‘09
Partirà anche quest'anno La Lunga Marcia della Memoria, la manifestazione contro le mafie e per i diritti che quest'anno sarà dedicata alle strade e piazze antimafia. Evento principale il 15 luglio alle ore 12:00, in contemporanea in tutt’Italia: vogliamo intitolare simbolicamente strade e piazze, luoghi pubblici e spiagge a vittime innocenti di tutte le mafie. Basta affiggere un semplice cartello e distribuire le schede sulla vittima alla quale si è scelto di dedicare una via, una piazza o luogo della propria città. Decine di blitz pacifici e colorati per costruire un mosaico della memoria, riscrivere dal basso la toponomastica del nostro Paese, recuperare e ricordare le storie di chi ha combattuto contro le mafie e per i diritti.
Una CAMPAGNA per la quale daSud chiama all’ADESIONE associazioni, gruppi e singoli cittadini.
Per le ADESIONI alla campagna, per scaricare i materiali per le INTITOLAZIONI del 15 luglio, le schede delle vittime delle mafie e altro è attiva una sezione dedicata alla LUNGA MARCIA sul sito www.dasud.it
Guarda il video.
Una CAMPAGNA per la quale daSud chiama all’ADESIONE associazioni, gruppi e singoli cittadini.
Per le ADESIONI alla campagna, per scaricare i materiali per le INTITOLAZIONI del 15 luglio, le schede delle vittime delle mafie e altro è attiva una sezione dedicata alla LUNGA MARCIA sul sito www.dasud.it
Guarda il video.
12 luglio 2009
IL MIO MEGAFONO PER IL SUO STIPENDIO DA SENATORE?
Lettera aperta a Franco Bruno in risposta al suo comunicato.
Esimio senatore Franco Bruno,
voglio ringraziarla per avermi definito “vecchio” nel commentare la protesta che io ed altri miei compagni e compagne abbiamo inscenato venerdì scorso sotto la sede del Partito Democratico a Cosenza. Se voleva pungermi, come sperava di offendermi anche una sua collega di partito che l’altra mattina continuava a darmi dell’ultrà, sia lei sia la sua collega avete ottenuto l’effetto contrario. Sono felice di essere un ultrà ed orgoglioso di urlare ancora in un megafono all’età di 38 anni!
Eppure lei venerdì mattina aveva forse fretta di lasciare quel marciapiede arroventato e salire ai piani alti, altrimenti si sarebbe accorto che in mezzo a noi c’erano pure tanti ragazzi. Per carità, non li denunci alla polizia!
Se le faccio notare il carattere variegato degli attivisti dei movimenti che si aggirano per la città in questi giorni, è solo per sottolineare che la stessa considerazione non si può fare a proposito delle assemblee del suo partito. Non mi pare d’aver visto tutti questi giovani. Peraltro, lei e i suoi colleghi non sembrate tanto disponibili a favorire il ricambio generazionale. È noto che non sono stati i Calabresi ad indicare il suo nome sulle schede elettorali. Quindi, visto che il suo nominativo è stato imposto dai vertici di partito, e neanche lei è più un ragazzino, da quale pulpito predica, senatore Bruno? So benissimo che mi considera “anziano” da qualche anno. Perlomeno da quando mi propose di venire con lei a Lamezia per partecipare da delegato del suo partito alle primarie del centro-sinistra calabrese. Ricorda? Rifiutai. E non fu un atto di scortesia. Semplicemente, per me la politica è un’Altra cosa. Certo, quando mi propose di venire con lei a Lamezia, rimasi stravolto: “se sono loro a farmi una proposta simile, vuol dire che sto davvero invecchiando”. Ecco, adesso le dico la verità: se vado in giro ancora ad urlare nelle piazze con un megafono, è anche “colpa” sua. Ho paura di essere mangiato, digerito e infine trasformato in... dal potere. Inoltre, sono i miei giovani compagni a chiedermi di parlare al megafono. La morte mi ha portato via mio padre quando ero solo un ragazzino. Da lui non ho ricevuto grandi eredità. Solo una certa confidenza col dono della parola. E quindi i miei compagni mi chiedono di continuare a porre domande. Per esempio, come mai l’amministrazione comunale di Cosenza si vanta di essere trasparente nei suoi atti, ma gli stessi assessori della giunta Perugini giovedì mattina hanno ammesso di non essere al corrente del bando per l’assegnazione ai privati dell’ex deposito ferroviario? E perché la classe dirigente di questa regione accusa noi attivisti dei movimenti sociali di essere illegali, proprio mentre in Calabria continuano ad aprirsi buchi neri ed inchieste giudiziarie su questioni importanti come l’eolico, la depurazione, l’informatica, lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e i finanziamenti europei?
Attendo risposte, senatore Bruno. E stia tranquillo: non sarei mai disposto a scambiare il mio megafono con il suo stipendio da parlamentare. Per quanto riguarda la mia età... beh, si ricordi cosa dice un regista più vicino a lei che a me: “Parli per lei. Io sono un magnifico quarantenne!”
Cosenza, 11 luglio 09
Claudio Dionesalvi
Esimio senatore Franco Bruno,
voglio ringraziarla per avermi definito “vecchio” nel commentare la protesta che io ed altri miei compagni e compagne abbiamo inscenato venerdì scorso sotto la sede del Partito Democratico a Cosenza. Se voleva pungermi, come sperava di offendermi anche una sua collega di partito che l’altra mattina continuava a darmi dell’ultrà, sia lei sia la sua collega avete ottenuto l’effetto contrario. Sono felice di essere un ultrà ed orgoglioso di urlare ancora in un megafono all’età di 38 anni!
Eppure lei venerdì mattina aveva forse fretta di lasciare quel marciapiede arroventato e salire ai piani alti, altrimenti si sarebbe accorto che in mezzo a noi c’erano pure tanti ragazzi. Per carità, non li denunci alla polizia!
Se le faccio notare il carattere variegato degli attivisti dei movimenti che si aggirano per la città in questi giorni, è solo per sottolineare che la stessa considerazione non si può fare a proposito delle assemblee del suo partito. Non mi pare d’aver visto tutti questi giovani. Peraltro, lei e i suoi colleghi non sembrate tanto disponibili a favorire il ricambio generazionale. È noto che non sono stati i Calabresi ad indicare il suo nome sulle schede elettorali. Quindi, visto che il suo nominativo è stato imposto dai vertici di partito, e neanche lei è più un ragazzino, da quale pulpito predica, senatore Bruno? So benissimo che mi considera “anziano” da qualche anno. Perlomeno da quando mi propose di venire con lei a Lamezia per partecipare da delegato del suo partito alle primarie del centro-sinistra calabrese. Ricorda? Rifiutai. E non fu un atto di scortesia. Semplicemente, per me la politica è un’Altra cosa. Certo, quando mi propose di venire con lei a Lamezia, rimasi stravolto: “se sono loro a farmi una proposta simile, vuol dire che sto davvero invecchiando”. Ecco, adesso le dico la verità: se vado in giro ancora ad urlare nelle piazze con un megafono, è anche “colpa” sua. Ho paura di essere mangiato, digerito e infine trasformato in... dal potere. Inoltre, sono i miei giovani compagni a chiedermi di parlare al megafono. La morte mi ha portato via mio padre quando ero solo un ragazzino. Da lui non ho ricevuto grandi eredità. Solo una certa confidenza col dono della parola. E quindi i miei compagni mi chiedono di continuare a porre domande. Per esempio, come mai l’amministrazione comunale di Cosenza si vanta di essere trasparente nei suoi atti, ma gli stessi assessori della giunta Perugini giovedì mattina hanno ammesso di non essere al corrente del bando per l’assegnazione ai privati dell’ex deposito ferroviario? E perché la classe dirigente di questa regione accusa noi attivisti dei movimenti sociali di essere illegali, proprio mentre in Calabria continuano ad aprirsi buchi neri ed inchieste giudiziarie su questioni importanti come l’eolico, la depurazione, l’informatica, lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e i finanziamenti europei?
Attendo risposte, senatore Bruno. E stia tranquillo: non sarei mai disposto a scambiare il mio megafono con il suo stipendio da parlamentare. Per quanto riguarda la mia età... beh, si ricordi cosa dice un regista più vicino a lei che a me: “Parli per lei. Io sono un magnifico quarantenne!”
Cosenza, 11 luglio 09
Claudio Dionesalvi
8 luglio 2009
ONLINE IL DIZIONARIO DI POLITICA
Forme di governo, teorizzate e/o applicate in pratica, classificate in base alla natura dell'organo cui è affidata la funzione di indirizzo politico:SOCIALISMO
Hai 2 vacche. Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.
COMUNISMO
Hai 2 vacche. Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.
FASCISMO
Hai 2 vacche. Il governo te le prende e ti vende il latte.
NAZISMO
Hai 2 vacche. Il governo prende la vacca bianca e uccide quella nera.
DITTATURA
Hai 2 vacche. La polizia te le confisca e ti fucila.
FEUDALESIMO
Hai 2 vacche. Il feudatario prende la metà del latte.
DEMOCRAZIA
Hai 2 vacche. Si vota per decidere a chi spetta il latte.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA
Hai 2 vacche. Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.
ANARCHIA
Hai 2 vacche. Lasci che si organizzino in autogestione.
CAPITALISMO
Hai 2 vacche. Ne vendi una per comperare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.
CAPITALISMO SELVAGGIO
Hai 2 vacche.Fai macellare la prima e obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 vacche. Alla fine licenzi l'operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.
CAPITALISMO ALLA BERLUSCONI
Hai 2 vacche. Ne vendi 3 alla tua società quotata in borsa utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito con una partecipazione in una società soggetta ad offerta pubblica e nell'operazione guadagni 4 vacche, beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 vacche. I diritti sulla produzione del latte di 6 vacche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una società con sede alle Isole Caiman posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua società i diritti sulla produzione del latte di 7 vacche. Nei libri contabili di questa società figurano 8 ruminanti, con l'opzione d'acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 vacche perché sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti diventi Presidente del Consiglio.
Inviata da Marco C.
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