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Sito denuclearizzato

16 febbraio 2009

SULLA RIATTIVAZIONE DELLA CENTRALE ENEL DEL MERCURE

La riattivazione della Centrale ENEL del Mercure è stato l’argomento dominante della serata elettorale del Presidente della Provincia di Cosenza, Oliverio, e del Consigliere del PRC, Diana, a Laino Borgo. Dopo l’introduzione della serata da parte del sindaco Caterini, infatti, un buon numero di esponenti del Forum delle Associazioni che si oppongono al progetto dell’ENEL sono entrati ordinatamente in sala, con cartelli che denunciavano l’aggressione al territorio ed alle popolazioni della Valle del Mercure, rappresentato dalla richiesta di riattivazione della Centrale. I manifestanti hanno chiesto la parola e spiegato le loro ragioni, denunciando, ancora una volta, l’atteggiamento dell’ENEL, sempre più padronale e arrogante, e illustrando i motivi, non solo di opportunità, ma anche di legge, che rendono irricevibile la richiesta di riattivazione della Centrale. Nella replica, il presidente Oliverio ha mostrato, purtroppo, una conoscenza solo approssimativa della vicenda, che pure vede da anni impegnate Associazioni e Comitati nella difesa del territorio del Parco Nazionale del Pollino, vincolato, per di più, anche dalla presenza di una Zona di Protezione Speciale (ZPS), tutelata dalla normativa europea oltre che nazionale. Il successivo intervento del sindaco Caterini, è parso in evidente dissonanza con quello del Presidente della Provincia, soprattutto riguardo alle responsabilità degli organi tecnici provinciali e alle possibili violazioni di legge legate all’iter autorizzativo. Nessuna posizione è stata espressa, invece, dal Consigliere Diana. La serata si è conclusa con il frettoloso allontanarsi dei relatori, per ulteriori impegni.

Fonte: COMUNICATO STAMPA del Forum delle Associazioni e Comitati contro la riattivazione della Centrale ENEL della Valle del Mercure - Laino Borgo 12-02-2009

10 febbraio 2009

10 FEBBRAIO: GIORNATA DEL RICORDO DELLE FOIBE

Le foibe rappresentano una delle inguaribili ferite nella memoria e nella coscienza di molti italiani. Il 10 febbraio è il giorno della memoria dedicato al ricordo tragico delle Foibe, le "fosse" dove migliaia di italiani furono gettati dalle truppe titoiste.

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8 febbraio 2009

OBBLIGO DI RETTIFICA, NUOVO PERICOLO PER LA LIBERTÀ DEI BLOG.

Anche i siti Internet personali potrebbero essere sottoposti all'obbligo di rettifica delle informazioni potenzialmente lesive per i soggetti coinvolti, "da pubblicarsi entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono".
Un nuovo spauracchio per l'informazione alternativa, che sarebbe posta in posizione equiparabile agli organi professionali tradizionali, la cui regolamentazione è in discussione. Alla Commissione Giustizia della Camera riprende l'esame del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, che riguarderà anche l'ambito dell'editoria.
Secondo l'avvocato Guido Scorza, da tempo impegnato nella battaglia per la libertà di Internet, la stessa normativa applicata ai commenti, alle opinioni e alle discussioni che animano i blog in Rete ne limiterebbe fortemente la libera espressione.
Nonostante qualche tempo fa sia già stata avanzata una proposta "salvablog" per correggere l'obbligo di registrazione per comunità virtuali e siti amatoriali, il rischio di un'autocensura incombe ancora. Anche in questo caso, le multe previste per l'inadempienza sembrano, infatti, sproporzionate rispetto alla natura priva di ufficialità di tali pubblicazioni.

Fonte: www.lastampa.it

3 febbraio 2009

NO ALLA CENTRALE DEL MERCURE

”NO ALLA CENTRALE DEL MERCURE”, in difesa della salute, dell'ambiente, della legalità.
Incontro-dibattito oggi alle ore 16:30 presso l’aula occupata P2 - cubo 40 – all’Università della Calabria.
Relatore: Ferdinando Laghi, primario di Medicina Interna presso l’ospedale di Castrovillari.

2 febbraio 2009

VOI CON CHI STATE?

Fermatevi un minuto. Pensate.
Tra qualche giorno saremo tutti più sicuri, la nostra vita, quella dei nostri figli, quella dei nostri vicini di casa sarà più tutelata. Il 3 febbraio il parlamento approverà il pacchetto sicurezza: qualche legge nuova e qualche sistematina alla vecchie e il gioco è fatto.
Fermatevi un minuto. Pensate.
Tra qualche giorno qualcuno sarà buttato fuori casa, privato della residenza e quindi non potrà avere un medico né mandare i figli a scuola. Ai poveri, ai senza casa, a chi occupa viene negata l'iscrizione all'anagrafe se il posto dove vivono non ha idoneità abitativa.
Ma non preoccupatevi: al ministero dell'Interno costituiranno un registro per schedare tutti i senza casa. Quando l'inverno ne inghiottirà uno cancelleranno il nome dall'elenco.
Fermatevi un minuto. Pensate.
Tra qualche giorno quel ragazzo che incontrate ogni giorno al bar sparirà: verrà portato in una galera che si chiama Centro di Identificazione e Espulsione, un CIE, ieri si chiamava CPT ma la sostanza è la stessa: una galera per senza documenti. Con la nuova legge potranno tenercelo sino a
un anno e mezzo e poi deportarlo in un paese dove non può e non vuole più vivere.
Sino a qualche mese fa faceva il muratore: è venuta la crisi e l'hanno lasciato a casa. Senza lavoro niente documenti e senza documenti si piomba nel limbo dell'illegalità, perché l'immigrato senza carte che non accetta l'espulsione sarà considerato un delinquente. No, di più, perché se un immigrato commette un reato gli verrà data una pena più alta. La legge, è scritto nei tribunali, è uguale per tutti. Meno i poveri.
Fermatevi un minuto. Pensate.
Tra qualche giorno qualcuno per potersi sposare o rifare le carte dovrà pagare ben 200 euro: una tassa speciale per gente speciale, gli immigrati. Chi sperava di poter finalmente vivere con i propri familiari rimasti al paese dovrà aspettare ancora, perché farli venire qui sarà più difficile. Meno male che questo governo ogni giorno si sciacqua la bocca con il valore della famiglia.
Fermatevi un minuto. Pensate.
Tra qualche giorno qualcuno starà male nell'androne di una casa, dietro ad un albero dei giardinetti, nascosto dentro una vecchia auto. Forse morirà. Niente cure o medicine per i senza documenti, perché i medici saranno obbligati a denunciare i pazienti che non li hanno.
Fermatevi un minuto. Pensate.
Tra qualche giorno un vostro amico sarà portato in questura perché ha detto la propria scrivendo su un muro: in un paese dove pochi potenti hanno in mano giornali, televisioni, radio usandoli a proprio vantaggio chi cercherà la propria libertà con una bomboletta sarà perseguito dalla
legge.
Fermatevi un minuto. Pensate.
Tra qualche giorno costerà caro occupare una casa o mettere un banchetto su un marciapiede, perché verranno inasprite le pene per chi occupa edifici o il suolo pubblico. Chi si prende uno stabile abbandonato perché non può permettersi di pagare, chi mette un banchetto per vendere qualcosa sarà considerato un criminale.
Fermatevi un minuto. Pensate.
Tra qualche giorno qualcuno si incazzerà per tutto questo e dirà la propria in modo troppo vivace su un giudice, un poliziotto, un vigile, un parlamentare, un ministro. Niente paura, tutto è sotto controllo: sino a tre anni di galera a chi ha la lingua troppo tagliente.
Fermatevi un minuto. Pensate.
Tra qualche giorno vi sentirete più sicuri? Il pacchetto sicurezza è un altro passo verso un diritto diseguale, in cui non conta quello che fai ma quello che sei. È il presupposto di ogni legge
razzista. È il presupposto di ogni stato di polizia. Nel mirino i migranti, i poveri, i senza casa e chiunque si opponga all'ingiustizia e alla discriminazione.
In questi mesi e giorni da Castelvolturno a Milano, da Lampedusa a Massa a Torino immigrati e rifugiati sono scesi in strada contro uno Stato che divide la gente in uomini e no.
Voi con chi state?